Città e Urbanistica

Emilia Romagna, ricostruzione delle case a un terzo del totale

Lorenzo Bordoni

Realizzati o autorizzati 4.486 progetti privati su un totale di 13.982, altri 5.312 richieste in esame e 7.305 prenotate - Tra abitazioni e capannoni sono in itinere progetti per 1,9 miliardi di euro

Continua il piano di ricostruzione post sisma in Emilia Romagna. A due anni dalle scosse è tempo di bilanci. Nonostante gli sforzi in campo, però, i cantieri a oggi ultimati sono solo 1.572. Molte le domande in corso e le richieste di stanziamento, sia per le abitazioni private che per le imprese. Tra gli indicatori della ricostruzione, le 6.345 pratiche in corso per ricostruire abitazioni e imprese per un totale di 1,9 miliardi di euro, di cui 960 milioni registrati dalla piattaforma Mude (5.312 abitazioni) e 934 milioni registrati da Sfinge (1.033 imprese)

Abitazioni. Osservando i dati del sistema Mude (quelle relativo alle case) si nota come delle 13.982 abitazioni inagibili post terremoto le procedure in carico (o già evase) dagli enti tecnici locali sono 12.617 (pari al 90per cento del totale). Un numero che, solo un anno fa era di 7.600. Una buona notizia che, analizzata meglio, mette in evidenza come le domande di contributo in itinere siano 5.312 a cui si sommano 7.305 prenotazioni per accedere al contributo. Delle oltre 12mila, infine, solo 2.986 pratiche hanno già raggiunto la fase dell'ordinanza di pagamento (pari a 440 milioni di euro) e solo poco più di 1.500 sono effettivamente costruite e finanziate. Il costo medio per pratica/edificio risulta di 60 mila euro per le categorie B e C(danni intermedi); 235 mila euro per gli E0 (meno gravi); 438 mila euro per gli E1, E2, E3 (le più gravi). L'entità dei contributi concessi aumenta con la complessità degli interventi.

Diverso il discorso per gli edifici a destinazione produttiva, di cui non si conosce con esattezza il numero totale delle strutture danneggiate, stimate in circa 13 mila attività (capannoni e impianti aziende agricole, negozi). A livello economico le stime parlano di circa 5 miliardi di euro di danni. Il numero complessivo di domande avanzate (evase tramite modulo Sfinge), comunque, è oggi pari a 8.016 unità (un anno fa erano 561 di cui 447 in lavorazione, per un valore di poco superiore ai 303milioni di euro, e 114 già approvate, per 57,9 milioni di valore complessivo). Nei dati presentati oggi, 3.998 sono le prenotazioni per accedere al contributo a cui si sommano 1.033 domande di contributo presentate (in itinere) e infine 2.985 richieste per immobili a uso non industriale e commerciale. Il costo medio per pratica risulta per l'industria di 1 milione e 121 mila euro, per l'agricoltura di 589mila euro e per il commercio di 388 mila euro. Gli interventi di ricostruzione si sono concentrati per oltre il 60% nei comuni modenesi di Concordia, Cavezzo, Finale Emilia, Mirandola, Medolla, Novi e San Felice sul Panaro.

Per quanto riguarda la ricostruzione dei beni pubblici, sono circa 2.000 gli interventi finanziati e realizzati (per oltre 200 milioni di euro) da maggio 2012 a oggi. Sono in larga parte opere provvisionali e di urgenza per riaprire le "zone rosse", mettere in sicurezza chiese e monumenti, opere idrauliche, ripristinare la viabilità, facilitare il rientro di coloro che avevano le abitazioni con rischio esterno. Sono state fino ad ora ricostruite 12 sedi di municipi temporanei per la continuità dei servizi pubblici, riparate le scuole in categoria B e C e costruiti 30 edifici scolastici temporanei, 32 prefabbricati modulari scolastici e 26 palestre scolastiche.

"I dati dicono che il percorso è quello giusto, con oltre 4 miliardi già messi in campo, sette famiglie su dieci tornate a casa e le restanti che usufruiscono di contributi di vario genere per l'abitazione, un'economia che nell'area del cratere è ripartita nonostante la crisi, con i lavoratori in cassa integrazione che dai 40mila dopo le scosse oggi sono solo 215, con una grande spinta del mondo produttivo che si è rimesso in piedi anche autonomamente – spiega il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani -. Al tempo stesso si lavora per le opere pubbliche e i centri storici per il cui recupero stimiamo tempi più brevi del previsto, così come i sistemo scolastico e sanitario sono tornati a pieno regime, con condizioni in molti casi oggi migliori di quelle preesistenti al terremoto".


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