Città e Urbanistica

A Torino patto Demanio-Comune per la valorizzazione di dieci asset pubblici

Maria Chiara Voci

Presentato il nuovo modello di partenariato per le operazioni di sviluppo immobiliare che coinvolgeranno anche proprietà del gruppo Fs, di Equitalia e di Consap

Agenzia del Demanio e Comune. Insieme, per promuovere la trasformazione di dieci asset, di proprietà non solo della Città e dello Stato, ma anche del gruppo Fs, di Equitalia e di Consap. Due gare - la prima già partita e la seconda attesa entro l'anno – per la ricerca di altrettante società per la gestione del risparmio, capaci di dare vita a complesse trasformazioni urbane, secondo le linee guida tracciate in uno specifico studio di Nomisma. Sull'orizzonte la possibilità, per ciascuna delle due operazioni, di intercettare rispettivamente l'attenzione e le risorse del Fondo Investimenti per l'Abitare–Fia della Cassa Depositi e Prestiti e del Fondo dei fondi di Invimit, la Sgr del Tesoro.
Sono i contenuti del «format Torino», presentato questa mattina sotto la Mole. Un'operazione, che nasce da un accordo del novembre 2012 fra l'Agenzia del Demanio e il Comune e che costituisce «l'esempio più avanzato – come spiega Stefano Scalera, direttore generale dell'Agenzia - di partenariato istituzionale su operazioni di sviluppo immobiliare». Un modello esportato, via via, anche su altri territori e per iniziative che stanno prendendo le mosse da Bologna alla Toscana, da Novara al Lazio.

Il primo bando risale al 24 marzo 2014. Riguarda due asset: l'ex Manifattura Tabacchi, di proprietà dello Stato e l'ex stabilimento Fimit, di proprietà del Comune. Entrambi in corso Regio Parco, nel quadrante Est del territorio urbano ed entrambi destinati a ospitare un polo universitario, corredato di residenze per studenti e professori, aule e laboratori, servizi ed impianti sportivi, housing sociale e spazi museali. In tutto una superficie territoriale di oltre 138mila mq (86.211 mq di superficie lorda pavimentata) per un valore di trasformazione che supera i 110 milioni di euro. «L'Agenzia – spiega ancora Scalera – selezionerà innanzitutto la Sgr. La scadenza per raccogliere candidature è il prossimo 26 maggio. Da lì partirà il percorso per lo sviluppo del fondo, che avrà una durata ventennale».

Il secondo fondo, che riguarda asset che vanno dal Palazzo della Luce, ex sede Enel, di Equitalia a sei lotti di Ferrovie dello stato e un immobile di Consap, sono invece fabbricati di tipologia differente, su cui è in corso lo studio di Nomisma per la valorizzazione. Già entro l'anno, dovrebbero costituire la base per la costituzione di un secondo fondo e per l'indizione di una gara alla ricerca di una Sgr. «Torino – conclude il sindaco, Piero Fassino - ha costruito un modello virtuoso di trasformazione urbana: in 20 anni ha cambiato volto a 10 milioni di metri quadrati di aree industriali, modificando e ampliando le sue vocazioni produttive. Anche in questa nuova strategia condotta con l'Agenzia per il Demanio, la città si propone come nodo di innovazione nel Paese nelle strategie pubbliche di valorizzazione immobiliare».


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