Città e Urbanistica

Castelli, isole, e conventi, via alla vendita dei gioielli di Stato

Massimiliano Carbonaro

Il Demanio ha presentato a Milano il programma di cessione degli immobili dello Stato nel corso dell'anno - Scalera (direttore Demanio): «Sul mercato metteremo solo beni con iter amministrativo concluso»

Il Colosseo non è in vendita come si ironizzava in passato, ma l'Agenzia del Demanio con un roadshow partito da Milano ha cominciato a fare sul serio per alienare o cedere in concessione i beni inutilizzati dello Stato e non strategici: sono tutti singoli immobili o complessi la cui sorte urbanistica e i vincoli sono ben chiari. Una operazione che prevede la cessione di 45 proprietà attraverso un'asta online che parte immediatamente con 5 strutture e la vendita di oltre 440 immobili il cui valore per ognuno di questi è inferiore ai 400mila euro per complessivi 9,4 milioni.

L'agenzia ha inoltre annunciato anche l'avvio di concessioni di valorizzazioni: tra giugno e dicembre dunque potrebbero essere "affittate" sia il Complesso dell'ex Cittadella militare ad Alessandria che il castello Orsini a Soriano del Cimino, nel viterbese, il complesso della Favorita ad Ercolano nonché una serie di fari, torri ed edifici costieri tra cui il faro di Capo d'Orso in Campania, quello di Domus de Maria a Cagliari e di Capo Comino a Siniscola.

Si comincia con cinque complessi di pregio come il Castello di Gradisca d'Isonzo a Gorizia, un immobile nel centro storico di Trieste, l'ex Convento S. Domenico Maggiore Monteoliveto a Taranto, lo storico edificio denominato "Casa Nappi" in prossimità del Santuario Mariano di Loreto (An) e l'Isola di Poveglia a Venezia (di cui è possibile acquisire il diritto di superficie per 99 anni). Sul cui valore al Demanio preferiscono non sbilanciarsi: per acquistare queste proprietà è possibile partecipare ad un'asta online. Si tratta di edifici e location di gran valore, tutte accomunate da destinazioni d'uso turistico-culturali inserite nel progetto dell'Agenzia del Demanio "Valore Paese-Dimore" rivolto alla valorizzazione di beni di pregio e localizzati in aree strategiche che ha l'obiettivo di creare una sorta di network di strutture in tutto il territorio nazionale identificate sotto questo brand.

Per presentare l'offerta c'è tempo fino alle 16 del 6 maggio prossimo e poi ci saranno altri 30 giorni per il Demanio per valutare le offerte economiche e la bontà del progetto, poi si apre la fase di rilancio. Ma è solo l'inizio: «Sono tutti beni – specifica Stefano Scalera, Direttore Generale dell'Agenzia Demanio – che non hanno un rischio amministrativo, ma esclusivamente di mercato perché i vincoli e le destinazioni sono già definite. Caratteristiche che accomunano anche le altre cessioni in programma». Si tratta di immobili individuati nell'arco di due anni di lavoro in cui è stato coinvolto anche l'Anci. «Ne abbiamo selezionato – spiega Stefano Mantella, direttore centrale strategie, progetti di valorizzazione e partecipazioni – circa 150. "Dimore" vuole essere un brand che raccoglie edifici storici e culturali di particolare pregio».

Oltre alle vendite il Demanio punta ad affidare in concessione per un massimo di 50 anni beni non strategici per lo Stato con quattro finestre durante l'anno tra maggio, giugno, settembre e dicembre. A partire dopo l'estate le attesissime torri costiere: saranno una decina e si sta ancora decidendo con quale formula immetterle nel mercato. Il programma per le concessioni si chiama "Affidiamo Valore": in generale riguarda il recupero di immobili spesso decentrati e destinati ad operazioni di sviluppo territoriale soprattutto locali. «Per supportare l'iniziativa privata – ha aggiunto Scalera – abbiamo chiuso accordi con l'Ente nazionale per il microcredito e l'Ente per il credito sportivo. Stiamo registrando inoltre un grande interessamento internazionale frutto anche delle presentazioni fatte nel 2013, attirati dal fatto che i rischi amministrativi sono pari a zero».

Ma la strategia del Demanio non si ferma qui. Nei prossimi giorni partirà la procedura di selezione di una Sgr per la gestione di un fondo di investimento immobiliare, anche di nuova istituzione, relativo ad immobili nel Comune di Torino. «La scelta tra le vendite e le concessioni non è stata facile – ha concluso Scalera – intanto quelli con vincoli del Ministero dei beni culturali non possono essere ceduti . Poi abbiamo studiato il mercato e setacciato il nostro portafoglio per offrire beni con una buona probabilità di essere collocati facendo anche incontri con gli enti locali e gli imprenditori per capire le esigenze territoriali».

Vai alla pagina delle aste on line dell'Agenzia del Demanio (link )


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