Città e Urbanistica

Piano città, a Genova via libera allo scolmatore dei torrenti da 45 milioni

Jada C. Ferrero

Piano città: a Genova ok della Giunta comunale al progetto definitivo della galleria scolmatrice dei torrenti Fereggiano, Noce e Rovare, primo stralcio funzionale, primo lotto, di un maggiore (futuribile) intervento sul torrente Bisagno, criticità di livello europeo in quanto a rischio alluvioni.
Questa prima porzione d'intervento, per cui sono previsti 5-6 anni di lavori, costa 45 milioni, di cui 25 milioni finanziati nell'ambito del piano nazionale di riqualificazione urbana (varato dall'articolo 12 del Dl 83/2012, poi convertito in Legge 134/2012), 10 milioni stanziati dall'amministrazione comunale attraverso un mutuo stipulato con la Cassa depositi e prestiti, 5 milioni provenienti da un contributo della Regione, attivato in questi giorni.

Genova è dunque pronta a indire il bando per progettazione esecutiva e lavori. C'è un ma. Infatti manca ancora la registrazione alla Corte dei conti della convenzione siglata con il ministero delle Infrastrutture il 12 marzo scorso, ovvero il tassello finale per procedere. Secondo la particolare procedura del Piano città, il 3 marzo è stato stipulato il necessario contratto di valorizzazione urbana (Cvu).
La registrazione dovrebbe teoricamente avvenire entro due mesi dalla sigla della convenzione. In realtà risulta che alle prime firme, in dicembre, non sia ancora seguita ad oggi alcuna registrazione. "Siamo fiduciosi – dice Anna Maria Nicoletti, responsabile del settore Programmi di riqualificazione urbana del Comune - che il cronoprogramma sia rispettato. Tuttavia abbiamo deciso di attendere la registrazione, prima di indire il bando". In questi giorni l'architetto Nicoletti è stata nominata responsabile unico del procedimento (ex art 5 della L. 241/90), l'ultimo passaggio formale che restava al Comune. Seguono la partita l'assessore ai Lavori pubblici Giovanni Crivello e la sua collega all'Ambiente Valeria Garotta.

Si tratta del primo grande intervento cittadino dopo la luttuosa alluvione del novembre 2011 (6 vittime), causata dal Fereggiano, affluente del Bisagno. L'amministrazione guidata da Marco Doria mette così a frutto il bonus da 25 milioni assegnati la primavera scorsa dal Piano città, quando Genova si piazzò seconda in Italia per mole del contributo dopo la sola Lamezia (30 milioni), rientrante però fra le Zone franche urbane (e relative provviste). Ci aveva d'altronde creduto fin dalle origini nell'opportunità finestra del Piano Città, convinta che l'abbattimento del rischio alluvionale è senz'altro pre-condizione per la vivibilità urbana, sentendosi dunque pienamente titolata a candidarsi al budget espressamente riservato alle riqualificazioni urbane.
L'ambito al centro dell'intervento, la Valbisagno, attestata sul torrente omonimo, finisce frequentemente sott'acqua. E' una delle due vallate genovesi perpendicolari alla costa (l'altra è la Val Polcevera). Densamente popolata, ospita tra l'altro lo stadio di Marassi, le carceri, e poi cimitero, rimessa dei bus, gasometro, deposito della nettezza urbana.

L'intervento sui tre rii sarà attuato recuperando una porzione di galleria già scavata anni fa sulle alture che finiscono a mare in corso Italia, il lido genovese presso la Fiera della Foce, tunnel poi interrotto per complesse vicende finite pure in sede giudiziaria. Con questo primo stralcio da 45 milioni si ricaveranno la galleria, un bypass di 1,8 km innestati sui circa 900 metri già presenti, e le opere di captazione per il solo Fereggiano. Gli altri due torrenti saranno al centro di stralci successivi, da definire in funzione di futuri finanziamenti. Le opere di sbocco a mare saranno in corrispondenza dei bagni Squash, le opere di captazione sul torrente Fereggiano all'altezza di via Pinetti/salita Ginestrato.

L'imminente bando sarà un appalto integrato, con la formula quella dell'aggiudicazione secondo offerta più vantaggiosa che, al di là del mero costo, consentirà di poter orientare una rosa di scelte tecniche. A metà gennaio la stazione unica appaltante del Comune aveva già pubblicato il relativo avviso di preinformazione.
Il Piano nazionale per le città aveva messo in palio 224 milioni globali. Ricevute 457 proposte di riqualificazione urbana dai palazzi civici di tutta Italia, il ministero delle Infrastrutture, tramite un'apposita cabina di regia, ne aveva selezionate 28 (c'è però un ricorso), per un finanziamento totale di 317,5 milioni di cui 224 dal Fondo piano città, il resto dal Piano di Azione Coesione per le Zone franche urbane. Sta così debuttando così un nuovo strumento, il "Contratto di valorizzazione urbana", che disciplina i diversi obblighi dei soggetti pubblici e privati coinvolti nell'intervento di riqualificazione urbana. Esso regola, oltre agli impegni, anche la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia realizzativa.


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