Città e Urbanistica

Accordo Gse-Roma Capitale: gare per i servizi di riscaldamento, vince chi punta sul risparmio energetico

Francesco Nariello

Nuovi criteri negli appalti per gli edifici pubblici garantiranno tagli nei consumi «fino al 40 per cento»

Favorire l'efficienza energetica e la diffusione delle energie rinnovabili negli edifici comunali della Capitale. E' questo l'obiettivo della convenzione firmata ieri in Campidoglio tra il sindaco capitolino, Ignazio Marino, e il numero uno del Gestore servizi energetici (Gse), Nando Pasquali. Un accordo triennale che potrà avere, tra l'altro, l'effetto di introdurre nuovi criteri per le procedure d'appalto dei servizi di riscaldamento - la cosiddetta «gara del calore» - per gli immobili pubblici di Roma Capitale, con il risparmio energetico a giocare un ruolo cruciale nella scelta delle imprese fornitrici.
La convenzione, nello specifico, prevede che Roma Capitale e il Gse collaborino allo scopo di attivare un piano per l'efficientamento energetico degli edifici comunali e delle scuole romane, realizzando sul territorio progetti mirati allo sviluppo della sostenibilità e promuovendo percorsi formativi e didattici sul tema delle energie rinnovabili e dei sistemi di incentivazione esistenti, e rivolti anche alla stessa Pa (si pensi alle opportunità del «Conto termico»). L'accordo, inoltre, punta a promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, anche al fine di sostenere specifiche filiere produttive locali legate alla green economy.

A spiegare in cosa potrebbe tradursi, nel concreto, il protocollo appena siglato è l'assessorato allo Sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana, guidato da Paolo Masini, che in una nota chiarisce come l'accordo permetterà di «impostare in modo totalmente innovativo» l'appalto che assicura il riscaldamento dei circa duemila edifici pubblici cittadini.
«Fino ad ora la gara del calore - dice la società interamente partecipata dal ministero dell'Economia - è stata concepita come una gara sul prezzo dell'approvvigionamento, non favorendo, quindi, il risparmio energetico, perché più alti erano i consumi, più alti erano i ricavi. Bisogna, invece, trasformare il legame tra l'efficientamento prodotto e i ricavi delle imprese in un circolo virtuoso. Attraverso un servizio dai costi fissi, più bassi ma di più lungo periodo, il guadagno per i vincitori sarà infatti legato a qualità e velocità dell'efficienza apportata agli edifici presi in carico», attraverso - ad esempio - la realizzazione di facciate e cappotti energetici, impianti termici di ultima generazione, sostituzione di infissi.
«La firma di questo protocollo, il primo in Italia – ha sottolineato il sindaco capitolino, Ignazio Marino - permetterà a Roma Capitale di abbattere i costi di gestione dei suoi immobili, di ridurre l'inquinamento atmosferico e ottenere un considerevole risparmio energetico. L'accordo modificherà l'appalto che assicura il riscaldamento degli edifici pubblici comunali". Saranno attivati, ha aggiunto il primo cittadino "progetti specifici che consentiranno un risparmio per le casse comunali anche del 40 per cento».

I progetti di efficientamento coinvolgeranno 1.841 edifici comunali, di cui 160 asili nido, 790 scuole, 180 uffici e 173 edifici di edilizia residenziale pubblica, per i quali, oggi, Roma Capitale paga "bollette" per quasi 20,3 milioni di euro l'anno. La classe energetica media degli immobili comunali romani è attualmente la "G", con la nuova "gara del calore" si prevede di portarla mediamente al livello "C".
«In tema di energia e di tutela dell'ambiente - ha detto Paolo Masini, assessore comunale allo Sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana, che ha seguito per Roma Capitale la stesura del protocollo appena siglato - c'è bisogno di un cambio di paradigma culturale e amministrativo, che renda l'ente locale motore di una forte sinergia tra pubblico e privato e consenta di investire anche in periodo di crisi sull'efficientamento energetico». Sulla stessa linea Nando Pasquali, presidente e ad del Gse: «L'efficienza energetica, unita alle fonti rinnovabili, costituisce una leva fondamentale per ridurre i consumi di gas serra e abbattere i costi della bolletta», ha detto, sottolineando come «la pubblica amministrazione debba porsi su questo fronte quale esempio virtuoso e farsi promotrice di un cambiamento culturale, prima ancora che economico».


© RIPRODUZIONE RISERVATA