Città e Urbanistica

Sceneggiata napoletana, salta l'accordo per la Città della Scienza

Dal disastro alla festa alla delusione. A un anno esatto dal rogo che la distrusse, Città della Scienza avrebbe dovuto celebrare ieri la sua rinascita in un altro 4 marzo dal sapore ben diverso.
Così non è stato. Le divisioni tra Comune di Napoli e Regione Campania hanno fatto saltare la prevista firma dell'accordo di programma che avrebbe dovuto gettare le basi per la ricostruzione entro due-tre anni del polo tecnologico tanto amato dalle scolaresche e distrutto da un incendio doloso i cui responsabili sono tuttora ignoti.

È stato un colpo di teatro degno della miglior tradizione partenopea, con tanto di figuraccia inclusa a rovinare la festa perfino con la banda musicale. E con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini che, ignara di quello che accadeva nelle stanze del museo dove si consumava la rottura tra Comune e Regione, assisteva allo spettacolo messo in scena da attori e cantanti per festeggiare l'accordo per la cui firma era tutto pronto. E invece, delle istituzioni locali nessuna traccia per un bel pò a Città della Scienza: alle 17, orario convenuto, c'era solo il ministro. Assenti il sindaco De Magistris e il governatore Caldoro, erano i loro vice, rispettivamente il vice sindaco Sodano e il vice presidente Trombetti, a certificare nel corso di una riunione la rottura e la conseguente fumata nera. Quando la notizia è arrivata in sala, dopo le 19, l'imbarazzo è stato evidente nei volti di tutti.

«Ci vorrà qualche giorno ancora, ci sono ancora dettagli da limare», ha provato a stemperare la tensione il consigliere di Città della Scienza Enzo Lipardi prima che emergesse chiaro lo scontro politico alla base della rottura. Il nodo è ancora una volta la bonifica di Bagnoli che il Comune vorrebbe all'interno dell'accordo. «Per noi - ha spiegato Sodano - scindere la ricostruzione di Città della Scienza dalla bonifica di Bagnoli è inaccettabile. Abbiamo appreso solo alle 17 che la Regione aveva posto una pregiudiziale sulla bonifica di Bagnoli. Siamo esterrefatti. È stata una novità dell'ultimo minuto apprendere dai dirigenti della Regione e dal vicepresidente Trombetti che avevano il mandato di firmare solo per la ricostruzione di Città della Scienza. Per noi era inammissibile. Pensiamo - ha concluso Sodano - che comunque nelle prossime ore che si possa ricomporre la questione e far nascere due accordi di programma».

Esprime rammarico il governatore Caldoro su Twitter. «Guido Trombetti - dice - era pronto a firmare per Città della scienza. Pronti a risolvere anche gli altri problemi». Smentita dalla Regione la versione dei fatti resa dal Comune: «Non risponde al vero. All'ordine del giorno oggi - si precisa - come è noto a tutti, c'era solo la chiusura dell'accordo per la ricostruzione di Città della Scienza».

In questo ping pong di accuse e responsabilità si dice profondamente deluso il fondatore e anima di Città della Scienza Vittorio Silvestrini: «Doveva essere una giornata gioiosa, Napoli ha perso un'occasione. Ma resto fiducioso per il futuro». E in una nota dell'ufficio stampa si ricorda anche il messaggio di auguri rivolto per l'occasione dal Presidente della Camera Boldrini. Probabilmente delusa, anche lei, dalle notizie in arrivo da Napoli così come il ministro Stefania Giannini che andandosene ha chiosato così: «Avrei preferito trovare un accordo concluso e non un diavolo che si annida nei dettagli come sempre. L'accordo non è saltato, ma deve essere perfezionato. Quello che mi è stato detto dai rappresentanti istituzionali è che devono essere perfezionati
alcuni aspetti e forse era meglio se lo facevano nei giorni scorsi».

In mattinata c'era stata la protesta dei centri sociali con una cinquantina di giovani a manifestare contro l'accordo che - a loro dire - compromette la bonifica dell'area.
Mentre gli M5s annunciavano un ricorso al Tar contro. Per come sono andate le cose, tra tanti sconfitti, hanno vinto loro. Almeno per ora.


© RIPRODUZIONE RISERVATA