Città e Urbanistica

Bologna, intesa Comune-università per il campus nell'ex area industriale Staveco

di Lorenzo Bordoni

L'accordo prevede la cessione a titolo gratuito, da parte del Comune di un'area da 90mila mq . All'ateneo il compito di valorizzarla, trovando i fondi anche attraverso la vendita di alcune sedi storiche

Bologna guarda al futuro della sua università con un campus nuovo di zecca, lontano dalla sede storica di via Zamboni. L'accordo prevede la cessione a titolo gratuito, da parte del Comune emiliano, dell'area ex Staveco (da oltre 90mila metri quadrati) all'ateneo felsineo che potrà valorizzarla attraverso un piano di recupero da far partire entro due anni, giusto il tempo per reperire i fondi necessari (in gran parte attraverso la vendita di alcune sedi storiche ma anche con altre operazioni finanziarie).

Il protocollo d'intesa per la costruzione della cittadella universitaria dedicata ai corsi di eccellenza e all'internazionalizzazione sarà siglato ufficialmente il primo marzo: l'ateneo, che diventerà proprietario dell'intera area (93.000 metri quadrati, di cui 41.000 edificati), dovrà presentare infatti un progetto complessivo per l'utilizzo e trovare le risorse per realizzare l'opera. Oltre alla vendita di immobili, l'Alma Mater sarà costretta ad accendere mutui, a risparmiare sugli affitti e a cercare anche fonti di finanziamento esterne all'ateneo. Il cronoprogramma è definito nell'accordo: entro sei mesi dalla firma, l'ateneo presenterà il piano di dismissione degli immobili, poi il Comune avrà due mesi di tempo per approvarlo e dopo altri sei mesi l'Alma Mater deve esibire il progetto strategico complessivo dell'insediamento, compreso il piano economico finanziario, che palazzo D'Accursio dovrà approvare nel giro di ulteriori due mesi. A seguire, l'Università ha gli ultimi sei mesi di tempo per bandire l'appalto, che potrà essere anche suddiviso in lotti. In totale l'operazione dovrebbe durare 22 mesi.

La ex Staveco sarà ceduta dal Comune all'Alma Mater a titolo gratuito, ma per palazzo D'Accursio l'operazione non è a costo zero: il Comune rinuncerà alla percentuale (tra il 5% e il 15%) prevista dall'accordo col Demanio sulla valorizzazione delle aree in dismissione, cifra che dovrebbe aggirarsi sui 25 milioni di euro. Alla ex Staveco troveranno posto strutture universitarie, come già previsto nel Psc, impianti sportivi, piccolo commercio, un parcheggio pubblico da 400 posti e un grande parco pubblico . «Adesso inizia lo studio di fattibilità sull'insediamento», che sarà inserito nel Piano operativo comunale, ha spiegato il sindaco Virginio Merola. L'intesa sulla Staveco è stata già approvata dal Cda dell'ateneo, ora toccherà alla Giunta comunale approvare la delibera.


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