Città e Urbanistica

Roma ripesca i vecchi Pru del 2001: 110 milioni di investimenti (con fondi regionali) per 11 piani in periferia

Francesco Nariello

Si riapre la procedura per 11 programmi di recupero urbano incagliati da anni, grazie alla disponibilità della regione a rimettere in pista risorse ex-Gescal

Riattivare la partita dei piani di recupero urbano nelle periferie di Roma. È questo l'obiettivo comunicato ufficialmente dal Campidoglio ieri una conferenza stampa - alla quale hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori di Roma Capitale, Giovanni Caudo (Urbanistica) e Paolo Masini (Lavori Pubblici e Periferie), l'assessore alle Infrastrutture della Regione Lazio, Fabio Refrigeri - in cui è stato illustrato il piano per recuperare le risorse - bloccate da anni - e individuare gli interventi specifici da avviare.

Nel dettaglio, si tratta di rimettere in pista opere per circa 110 milioni relativi ai Pru, i programmi di recupero urbano istituti nel 1993 (articolo 11, legge 493) e adottati da Comune di Roma e Regione Lazio nel 2001: undici programmi - fermi, quindi, da quasi 13 anni - in altrettanti ambiti territoriali che riguardano circa un terzo delle periferie romane, oggi 9 municipi, per la riqualificazione urbana di quartieri periferici caratterizzati da forte presenza di edilizia residenziale pubblica, con problemi di degrado ambientale e carenza di servizi. Si va, per fare qualche esempio, da Tor Bella Monaca (VI Municipio) al Laurentino (IX), dalla Magliana (XI) a Primavalle-Torrevecchia (XIV).

La partita, in realtà, è ancora tutta da giocare sul piano formale. Per il momento, infatti, è stato annunciato l'impegno del Campidoglio e della Regione a riattivare le risorse. Con la presentazione di una memoria di Giunta - firmata dagli assessori capitolini Masini e Caudo - in cui si invitano i municipi della Capitale a indicare le priorità, con i progetti e cantieri (tra quelli inseriti a suo tempo nei Pru) più urgenti e da avviare subito. A queste "dichiarazioni di intenti" dovrà però seguire la conferma della messa a disposizione delle risorse, sopratutto da parte della Regione - primo finanziatore - e l'approvazione di specifiche delibere per l'avvio degli interventi.

A confermare l'impegno del Campidoglio a puntare sulla rigenerazione dell'esistente, in particolare per le aree perferiche, è stato l'assessore capitolino all'Urbanistica, Giovanni Caudo: «La riattivazione dei Pru, dopo tanto tempo perso, è un segnale importante per la riqualificazione delle periferie romane - ha detto -. Ora, dopo la verifica conclusa sullo stato di avanzamento delle opere previste nei piani originari, l'obiettivo è decidere, nello specifico, come e dove intervenire. Il nostro obiettivo è di essere il più operativi possibile con le delibere sui singoli interventi».

Sul versante risorse, come detto, i fondi per i Pru di cui si è annunciato lo sblocco ammontano a circa 110 milioni. Di questi, oltre 83 milioni (di cui circa 60 derivanti dai fondi ex Gescal) fanno capo alla Regione Lazio, poco più di 13 milioni sono messi sul piatto da Roma Capitale, mentre il resto è finanziato dal ministero Infrastrutture. È la Regione, quindi, ad avere il ruolo centrale nello sblocco della partita.

Per questo motivo, in attesa che l'impegno finanziario venga messo "nero su bianco", suonano di buon auspicio le parole dell'assessore regionale Fabio Refrigeri, che, nel corso della conferenza stampa, ha confermato la disponibilità a «ricostruire il percorso iniziato con gli accordi del 2001, per capire lo stato dell'arte dei Pru e riattivare le risorse, con la rimodulazione dell'accordo di programma, dopo tanti anni, anche in base alle nuove esigenze».

A dare solidità al piano, va detto, c'è il sostegno del ministero delle Infrastrutture. La rimessa in moto dei vecchi Pru romani, infatti, si deve anche alla forte azione di impulso di Porta Pia, e in particolare della direzione Politiche abitative. Direzione che sta, peraltro, conducendo un profondo monitoraggio sui programmi abitativi attivati (anche) con fondi statali esteso a tutte le regioni, non solo il Lazio.

La prospettiva di una riattivazione dei "piani di recupero" è accolta con favore dai costruttori romani. «Le imprese di costruzione locali saranno certamente interessate alle gare d'appalto per le opere pubbliche previste nei Pru», afferma Tito Muratori, vice presidente per l'Urbanistica dell'Acer, che spiega anche come l'intera partita legata ai programmi di recupero urbano - «importante chance di riqualificazione per la vasta periferia romana» - sia molto più ampia: «Si tratta di un insieme di interventi che supera i 2,5 miliardi di euro - precisa -. Oltre 500 milioni di opere pubbliche, di cui circa 350 milioni a carico di privati e il resto finanziato da risorse pubbliche, e circa 2 miliardi di euro di interventi privati, tra nuove costruzioni, ristrutturazioni e riqualificazioni. Di tutte queste opere, circa il 10% è già stato completato, mentre per circa la metà dei programmi si è arrivati alla convenzione privati-Comune e si stanno avviando le procedure di attuazione».


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