Città e Urbanistica

Più vicino il Tecnopolo di Bologna: procedura semplificata per approvare il progetto

Lorenzo Bordoni

Dopo l'ok dei giorni scorsi alla delibera regionale per l'avvio del primo lotto, il Comune ha aggiornato il protocollo d'intesa con Regione e Provincia che spiana la strada all'iter accelerato

Dopo rallentamenti, polemiche e abbandoni l'iter di realizzazione dei tecnopoli emiliano romagnoli sembra vicino ad una svolta. Almeno per quanto riguarda alcuni interventi fino ad oggi rimasti al palo, in primis quello di Bologna, localizzato nell'ex manifattura tabacchi di via Stalingrado. Dei dieci interventi programmati, infatti, nel 2008, solo uno è stato portato a compimento – quello di Reggio Emilia – appena pochi mesi fa. Degli altri futuri centri di ricerca si sono ormai perse le tracce. Ma nelle ultime settimane qualcosa sembra essersi mosso grazie all'intervento congiunto di Comune e Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna.

Alcuni giorni fa la giunta guidata dal governatore Vasco Errani ha approvato la delibera che aggiorna il protocollo d'intesa sull'area dell'ex manifattura tabacchi in via Stalingrado. «Abbiamo approvato la delibera per l'avvio del bando per il primo lotto del tecnopolo», aveva spiegato l'assessore regionale alle Attività produttive, Giancarlo Muzzarelli. Ora, a stretto giro di posta, è la volta del Comune, che ha approvato la modifica e l'aggiornamento del "Protocollo d'intesa per la realizzazione del tecnopolo di Bologna nell'area della ex Manifattura Tabacchi di via Stalingrado», firmato con Regione e Provincia, per semplificare le procedure di approvazione del progetto e quindi ridurre i tempi di realizzazione. La delibera dà atto che la struttura, data la natura definita del lotto di intervento, il completo sviluppo delle attività da insediare all'interno dell'area e il complesso omogeneo di funzioni che lo contraddistingue, non si configura come un nuovo polo funzionale, e quindi per procedere nella sua riqualificazione non è necessario stipulare l'accordo territoriale.

La Regione avvierà dunque un procedimento unico semplificato per l'approvazione del progetto definitivo relativo alle opere comprese nel primo e nel secondo stralcio del progetto e per l'inserimento del tecnopolo nel Piano operativo comunale (Poc) del Comune di Bologna. Questo per evitare l'empasse che fino ad ora, sul piano urbanistico, aveva bloccato l'opera: la mancata previsione dell'intervento all'interno del piano urbanistico cittadino. «Con questo atto spianiamo la strada alla realizzazione del tecnopolo, dal punto di vista delle procedure, definendole e rendendole più veloci possibile – spiega l'assessore comunale all'Urbanistica Patrizia Gabellini –. Questo è stato possibile perché nel bando di concorso internazionale si era già tenuto conto degli aspetti urbanistici che erano stati definiti nel Protocollo d'intesa, e il progetto vincitore aveva risolto nel modo migliore le tematiche proposte, rispondendo in modo realistico alle richieste degli enti promotori».

Per quanto riguarda le altre strutture, sembra vicino ai nastri di partenza anche l'intervento di Mirandola, nel cratere del sisma: 4,25 milioni di euro di investimenti, di cui 3,8 milioni come contributo da parte della Regione. «La sede nuova del tecnopolo è quasi ultimata», ha dichiarato l'assessore Muzzarelli, ed previsto che siano 20 i ricercatori all'opera su un progetto che riguarda nuovi materiali per il biomedicale, in collaborazione tra l'università di Modena e Reggio e il policlinico sant'Orsola di Bologna. «Continua la nostra attività per essere da stimolo al tessuto economico e produttivo della nostra regione – ha terminato l'assessore regionale – è una sfida per il futuro e i dati finora danno ragione alla nostra strategia. Nelle nostre imprese c'è molta voglia di futuro».


© RIPRODUZIONE RISERVATA