Città e Urbanistica

DL Fare, ancora ferma la «riforma della sagoma» per la demolizione e ricostruzione

Alessandro Arona

Più semplici e con bonus fiscali gli interventi sugli edifici esistenti - Ma le sovrapposizioni con le norme locali, i freni da parte dei Comuni e la prudenza dei progettisti per ora bloccano la novità

Il Comune di Torino attende un parere del Ministero prima di consentire gli interventi di demolizione e ricostruzione senza rispetto della sagoma preesistente, la novità più importante introdotta dal Dl 69/2013 per sbloccare l'edilizia privata. A Milano il nuovo regolamento resta fermo alla legislazione precedente, e anche qui è tutto bloccato, fra le proteste di Ance e professionisti. La Regione Toscana ha presentato una proposta di legge per vanificare del tutto la novità. In Veneto Comuni e professionisti hanno visto incongruenze con la legge regionale sul piano casa. e per ora non si muove nulla. Situazione analoga in Emilia Romagna, dove si attendono le circolari applicative della legge regionale 15/2013.
Ma più in generale, in Veneto, in Emilia Romagna, in Piemonte, a Roma, il sovrapporsi di normative statali, regionali e comunali in materia di edilizia privata e la solita prudenza da parte delle burocrazie comunali hanno finora fatto prevalere l'incertezza, e la novità del decreto Fare è rimasta del tutto inattuata, come emerge dall'inchiesta sul settimanale «Edilizia e Territorio».

Ancora una volta dunque non ha funzionato, dopo i casi del silenzio-assenso sui permessi di costruire e del super sportello unico, la "stanza dei bottoni" nazionale in materia di edilizia privata. Le novità legislative, salutate a caldo come importanti e capaci di sbloccare o semplificare l'edilizia, restano cioè sulla carta e non si trasformano in cantieri o comportamenti effettivi sul territorio o negli uffici dei Comuni.
Questa volta la vittima della maledizione del Testo unico edilizia è appunto la "sagoma libera", introdotta dal decreto Fare dell'estate scorsa (Dl 69/2013, entrato in vigore in via definitiva l'8 agosto): la possibilità cioè di realizzare interventi di demolizione e ricostruzione (D&R) di edifici rispettando solo il volume preesistente, e non la sagoma (i contorni dell'edificio), e rientrando lo stesso nella categoria della "ristrutturazione edilizia" (articolo 3 Dpr 380/2001).

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