Città e Urbanistica

Pronto il decreto che assegna a 54 comuni altri 50 milioni del piano «6000 campanili»

Massimo Frontera

Il riferimento resta la graduatoria del «click day» del 24 ottobre scorso. Confermato il protagonismo dei comuni piemontesi

È alla firma del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, il decreto che assegna la nuova tranche di 50 milioni ai comuni che hanno partecipato al programma "6000 campanili" riservato a enti locali fino a 5mila abitanti.

L'attribuzione delle risorse è stata fatta a "a scorrimento" della graduatoria stilata in base all'orario di arrivo via posta elettronica del progetto e della richiesta di finanziamento da parte dei comuni che hanno partecipato alla gara telematica che si aperta il 24 ottobre scorso.
In particolare sarebbero 54 gli enti che si sono aggiudicate le nuove risorse. Secondo indiscrezioni sarebbe confermato anche il protagonismo dei comuni del Piemonte, che nella prima tornata avevano fatto la parte del leone.

Infatti la prima lista dei 115 comuni vincitori che si erano spartiti i primi 100 milioni aveva visto una massiccia presenza di enti piemontesi: ben 34 comuni. Al secondo posto si erano piazzate Marche e Lombardia che hanno visto 13 comuni ciascuna nella lista degli enti premiati.

Ma la partita del piano campanili è ancora aperta. La graduatoria resta infatti il riferimento per assegnare ulteriori fondi – fino a un miliardo, stando alle comunicazioni delle Infrastrutture – riservati ai soli enti locali delle regioni "obiettivo convergenza".
Il motivo è che i soldi sono frutto della riprogrammazione dei fondi europei del ciclo 2007-2013 che il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia ha ottenuto da Bruxelles.

Il sistema della gara telematica per assegnare i fondi ha lasciato insoddisfatti molti enti locali.
L'unico criterio dell'orario di ricezione per l'invio telematico è stato giudicato frustrante da molte amministrazioni che hanno vissuto la gara come una sorta di lotteria non condizionabile da elementi di merito.

Questa insoddisfazione ha trovato una sponda in Parlamento dove non sono mancate le sollecitazioni al governo. In particolare, il 28 gennaio scorso, due interrogazioni sono state promosse dai senatori Pd Bruno Astorre e Maria Spilabotte.
Il primo sottolinea che il bando ha premiato le Regioni «caratterizzate dalla frammentazione e dalla dispersione» penalizzando «le Regioni più virtuose, dove ci sono meno Comuni». In altre parole è stata premiata la tendenza esattamente opposta a quella che punta a incentivare e favorire la concentrazione di funzioni e forme di unione o fusione di enti locali. Astorre chiede anche al governo di riaprire il bando. La senatrice Spilabotte ha chiesto invece di conoscere «i motivi per i quali la graduatoria dei Comuni ammessi e non finanziati non sia stata ancora resa pubblica» e ha chiesto di «assicurare una precisa dotazione finanziaria al fine di garantire la completa attuazione del programma "6.000 Campanili"».


© RIPRODUZIONE RISERVATA