Città e Urbanistica

A Parma progetto in vista per il Tardini, il Bologna investe sul centro sportivo

Lorenzo Bordoni

Emilia Romagna: Parma Calcio e Comune trattano sullo stadio "multifunzione" con concessione lunga, nel capoluogo lavori al via per l'impianto allenamenti (investimento da 57 milioni di euro)

Situazione ancora interlocutoria per le maggiori strutture calcistiche dell'Emilia Romagna. I club di A della regione sono alle prese con le fasi preliminari dei loro possibili stadi futuri.
A Parma si sta discutendo sui diritti di superficie che potrebbero agevolare il progetto di riqualificazione dello storico Tardini mentre Bologna sembra più concentrata sul nuovo centro sportivo (i lavori partiranno a breve nei pressi di Granarolo) mentre il Sassuolo ha ufficializzato l'acquisto dello stadio di Reggio Emilia, diventando - assieme alla Juventus - l'unica squadra italiana con la struttura di proprietà.

Poche le certezze in casa Parma Calcio. Lo stadio Tardini, incastonato in zona semicentrale, richiederebbe un piano di riqualificazione su cui si sta ragionando da tempo. Comune e società sortiva sembrano lavorare in sinergia ma per ora nulla di ufficiale trapela: «Ancora non sappiamo cosa faremo per lo stadio, di certo c'è che stiamo discutendo proficuamente con il Comune per quanto riguarda il diritto di superficie», spiega l'amministratore delegato del Parma calcio, Pietro Leonardi. Gli fa eco l'assessore allo sport Giovanni Marani, che comunica: «La società ci ha presentato uno studio di fattibilità per capire costi, tempi e opportunità dell'investimento, analizzando anche altri stadi di successo in Italia ed Europa».
Tuttavia sulle voci di un progetto di recupero in project financing che vedrebbe l'ammodernamento della struttura in cambio della costruzione di un centro commerciale dentro lo stadio le bocche restano per ora cucite. Di certo, ad ottobre sono stati annunciati i lavori per realizzare una tribuna coperta per i disabili, «che partiranno a breve» assicura l'assessore. Sperando che sia solo il primo passo per arrivare al rinnovamento vero e proprio del Tardini.

A Bologna gli occhi sono puntati sul nuovo centro sportivo di Granarolo che dovrebbe vedere l'apertura dei cantieri entro al primavera. Una struttura sviluppata su 22 ettari con 14 campi da calcio, centro direzionale, palestre, spogliatoi e area medica. Un progetto che dovrebbe essere completato con un secondo intervento (già approvato dal Piano Urbanistico Attuativo ma non ancora finanziato dalla società sportiva) che prevede, all'esterno del centro, un centro medico, un'area commerciale e un albergo.
«Per il primo step l'intervento costerà circa 27 milioni di euro mentre per il secondo saranno circa 30milioni», spiega il consigliere del Bologna F.C. Gian Paolo Rimondi. Per le tempistiche di realizzazione, aggiunge, «contiamo di partire a breve, nei prossimi mesi, e di chiudere la prima parte del progetto per l'avvio della stagione calcistica a settembre-ottobre 2015».
Per quanto riguarda lo storico stadio Dall'Ara, invece, nulla di concreto: «Negli ultimi anni, le diverse proprietà del Bologna F.C. hanno ipotizzato progetti di recupero o rifacimento dello stadio - fanno sapere dell'ufficio stampa della società sportiva - ma ad oggi non c'è nulla di concreto su questo fronte».

Situazione diversa per il Sassuolo Calcio. Da un anno in affitto nello stadio di Reggio Emilia, a dicembre il presidente Giorgio Squinzi ha fatto un'offerta per l'acquisto della struttura. La sfida era con il patron del Reggiana Calcio, Alessandro Barilli, che ha però offerto una cifra inferiore. Il Mapei Stadium Città del Tricolore, già interessato da piccoli lavori di adeguamento strutturale nel 2013 (che ne hanno aumentato la capienza), è diventato a tutti gli effetti di proprietà del club, che non sembra per ora interessato a piani più rilevanti di riqualificazione della struttura.


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