Città e Urbanistica

L'Aquila, manca un miliardo nel 2014 per la ricostruzione privata - La relazione

Alessandro Arona

Il Report del Ministro della Coesione Carlo Trigilia fa chiarezza dopo le polemiche dei giorni scorsi, ma finisce per dare ragione al Comune dell'Aquila, che aveva denuciato la mancanza di risorse

I 600 milioni di euro aggiuntivi stanziati dalla legge di Sabilità non bastano: lo Stato deve ancora trovare, per il 2014, una cifra oscillante tra 900 e 1.100 milioni di euro (in competenza) per garantire all'Aquila le risorse necessarie alla ricostruzione post-terremoto privata, e 350-500 milioni di euro aggiuntivi in termini di cassa.
Questa volta non si tratta dell'ennesimo lamento del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente (ora dimissionario in sguito alle inchieste per corruzione che hanno travolto imprese, funzionari comunali e il suo vice-sindaco Roberto Riga), ma le stime contenute nella relazione inviata al parlamento dal Ministro delegato, il titolare della Coesione Territoriale Carlo Trigilia.

IL TESTO DELLA RELAZIONE DI TRIGILIA

LE RISORSE COMPLESSIVE
Finora lo Stato ha stanziato complessivamente 12 miliardi di euro per il post terremoto all'Aquila, di cui 4,7 miliardi per l'emergenza (un dato che comprende le case temporanee, l'assistenza alle persone, i puntellamenti, ma anche la ricostruzione di strade, ferrovie ed edilizia residenziale pubblica) e 7,3 per la ricostruzione di edifici pubblici e privati (si veda alle pagine 1 e 2 della relazione).
I fondi derivano per 10,5 miliardi dal Dl 39/2009 (qui dentro i 4,7 miliardi per l'emergenza e 5,8 per la ricostruzione), 1,2 miliardi dal Dl 43/2013 e infine i 600 milioni aggiuntivi della legge di stabilità.
Togliendo questi ultimi, che sono appena arrivati, lo stato dell'arte dell'utilizzo dei precednti 11,4 miliardi è questo: 1) i 4,7 dell'emergenza sono stati impegnati per 3,6 miliardi (di cui 3,5 spesi) e risultano ancora da impegnare per 1,1 miliardi (qui dentro ci sono ancora, ad esempio, 300 milioni per infrastrutture Anas-Rfi e 600 milioni per investimenti sul patrimonio Inail); 2) gli 1,5 miliardi per la ricostruzione dell'edilizia pubblica sono impegnati per 900 milioni (di cui 200 spesi) e da impegnare per 600 milioni); 3) i 5,2 miliardi per la ricostruzione privata sono impegnati per 3,8 miliardi (di cui 2,6 spesi) e da impegnare per 1,4 miliardi.

IL FABBISOGNO PER LA RICOSTRUZIONE PRIVATA
«Per quanto riguarda L'Aquila - scrive la relazione - a fine 2013 il valore dei progetti istruiti e pronti per l'approvazione è pari a circa 400 milioni di euro. Per il 2014, le somme da impegnare, in base all'andamento più recente, sono stimate in 1,2 miliardi. Il fabbisogno complessivo per il 2014 è quindi di 1,6 miliardi».
In base al ritmo di presentazione delle istanze all'Ufficio speciale per la ricostruzione, dunque, si stima che per garantire la copertura dei progetti presentati lo Stato debba garantire 1,6 miliardi in competenza per la ricostruzione privata, impegnabili quest'anno.
Ma questi soldi non ci sono, non tutti: è questa la notizia che emerge dalla relazione del Ministro Trigilia. Ne mancherebbero tra 900 e 1.100, a seconda delle ipotesi.

Secondo la relazione, infatti, la disponibilità attuale di finanziamenti statali oscilla per il 2014 tra 534 e 714 milioni, in base al fatto che al Comune dell'Aquila vengano o meno assegnate tutte le risorse aggiuntive della legge di Stabilità per il 2014-2015 (485 milioni per la ricostruzione privata su 600 totali), e dunque L'Aquila avrebbe 714 milioni in tutto impegnabili nel 2014; o che, invece, ne venga assegnato il 63%, ripartizione sinora seguita tra L'Aquila e i Comuni del cratere, il che ridurrebbe a 305 milioni i fondi dalla legge di stabilità e il totale a 534 milioni.

Servono dunqe per il 2014, a seconda delle decisioni che il ministro vorra' prendere, dai 900 milioni (1.600 - 714 = 886) fino ai 1.100 milioni aggiuntivi (1.600 - 534 = 1.066), solo per l'anno corrente 2014.

«Sono le cifre che abbiamo sempre sostenuto in queste settimane» ha commentato l'assessore alla ricostruzione del Comune dell'Aquila Pietro Di Stefano.

Il Ministro Trigilia - fanno sapere dal suo ufficio di gabinetto - è consapevole che queste risorse vanno trovate al più presto, per garantire "benzina" al processo di ricostruzione privata, ed è al lavoro con il ministro Saccomanni e il premier Letta per reperirle nel corso della prima metà dell'anno.

LO STATO DELLA RICOSTRUZIONE
«All'Aquila oltre il 90 per cento delle attività di ricostruzione delle periferie - sopiega la relazione - è stato completato, nei comuni del cratere in media oltre il 70 per cento». Invece «i centri storici fanno registrare valori più bassi», per cui «circa i due terzi della ricostruzione sono ancora da completare».
Nel report del ministro, però, si sottolinea che «è da notare comunque un'accelerazione nel processo di ricostruzione sia per numero di progetti approvati che per valore» degli stessi.
In particolare, spiega ancora Trigilia, nel solo capoluogo «il valore delle pratiche istruite è più che raddoppiato», passando da un valore medio annuo di 500 milioni nel triennio 2010-2012 a una stima per il 2014 di 1,2 miliardi. Un risultato, spiega la relazione «dovuto all'avvio degli Uffici speciali per la ricostruzione» voluti dal governo con gli articoli di legge dedicati alla fine dell'emergenza e al ritorno alla gestione ordinaria della ricostruzione contenuti nel decreto "Crescita" del 2012.


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