Città e Urbanistica

Metropolitana di Napoli, l'obiettivo è un treno ogni quattro minuti

Francesco Nariello

Un treno ogni quattro minuti entro i prossimi tre anni. E' uno degli obiettivi fissati per la metropolitana di Napoli dopo l'entrata in funzione, lo scorso 31 dicembre, della nuova stazione di piazza Garibaldi. Ad rivelarlo è Anna Donati, delegata del sindaco, Luigi De Magistris, per la mobilità sostenibile e le reti metropolitane, ed ex assessore ai Trasporti (fino allo scorso maggio) del capoluogo partenopeo.
L'apertura della stazione Garibaldi, in attesa del completamento delle stazioni intermedie Municipio e Duomo, ha reso percorribile tutto il primo blocco della Linea 1: dal capolinea di Piscinola-Scampia, nella periferia Nord, allo snodo cruciale presso la stazione ferroviaria centrale, dove arrivano - tra l'altro - i treni regionali e Av, ma anche la Circumvesuviana e la metropolitana ferroviaria urbana (la Linea 2). "Un passaggio di grande valenza strategica, che proietta Napoli tra le grandi città europee per la funzionalità del suo sistema dei trasporti pubblici", afferma Donati.

Per questo l'amministrazione ha puntato subito a incrementare i livelli di servizio, anche grazie ai benefici tecnici derivanti dallo sblocco di tutta la linea: "Attualmente riusciamo a garantire una frequenza minima di 8 minuti, ma con l'arrivo di due ulteriori treni, di cui è stata completata la manutenzione straordinaria, contiamo di arrivare a una corsa ogni 7 minuti - spiega la consulente per le reti metropolitane, che aggiunge: "L'infrastruttura, in realtà, consentirebbe di raggiungere frequenze molto più elevate, ma servono nuovi treni. E proprio su questo fronte, la regione Campania, nell'ambito della riprogrammazione di Fondi Ue 2007-13, ha destinato 100 milioni di euro per l'acquisto di 10 convogli. A breve ci sarà la gara e con il potenziamento della flotta, che si realizzerà in tre anni, puntiamo ad arrivare a un treno ogni 4 minuti".

Per chiudere il primo blocco della linea 1, comunque, mancano due stazioni: Municipio e Duomo, entrambe interessate da importanti ritrovamenti archeologici. Per la prima, i lavori sugli spazi tecnici della stazione sono avanzati: "Si parla di consegna entro fine anno e di apertura operativa nei primi mesi del 2015 - dice Donati -. Discorso diverso per la sistemazione dell'area archeologica, incluso l'attraversamento che porta alla stazione marittima: per finire ci vorranno circa due anni".
Duomo sarà invece l'ultimo tassello. Nell'area in cui sorgerà la stazione, infatti, è stato ritrovato addirittura un antico tempio. L'orizzonte resta comunque quello della fine del 2015, "ma per la sistemazione di quest'area, e in parte anche dell'area archeologica di Municipio - precisa la delegata alla mobilità -, va risolta l'incognita risorse: è difficile, infatti, far rientrare tutti i lavori sui beni archeologici nei costi previsti per la metropolitana".

Ai blocchi di partenza, intanto, c'è la seconda tranche della Linea 1, che riguarda il prolungamento da piazza Garibaldi all'aeroporto di Capodichino. Il primo cantiere a partire, la cui data di apertura dipende dai tempi di pubblicazione della delibera Cipe (dello scorso 13 dicembre) - la previsione è per la metà di febbraio -, sarà quello del Centro Direzionale, già con progettazione esecutiva approvata.
A disposizione - per il completamento della metro partenopea - ci sono quasi 636 milioni, con quattro nuove stazioni - Centro Direzionale, Poggioreale, Tribunale, Capodichino -, il collegamento da Garibaldi (già in parte esistente) e un tratto aggiuntivo (circa 800 metri) da Capodichino fino alla futura stazione Di Vittorio (esclusa). La fine lavori è prevista per il 2018 e, come stabilito nel contratto di concessione, il 40% delle opere andrà a gara, mentre il resto sarà realizzato dalla concessionaria Metropolitana di Napoli SpA.

Per completate l'anello di quella che dovrebbe diventare la "Circle Line" di Napoli, in ogni caso, dovrà essere realizzata anche la tratta di chiusura del cerchio Di Vittorio-Pisicnola, in capo alla Regione Campania (attraverso l'Eav, che gestisce, tra l'latro, la Circumvesuviana): qui, però, i cantieri sono fermi da anni e con un contenzioso in atto. L'auspicio è che la situazioni si sblocchi e i lavori possano chiudersi entro il 2018.
"La prospettiva, quando l'anello sarà chiuso - dice Donati - potrà essere quella di costituire un'unica società di trasporti per l'area metropolitana, con un servizio integrato per tutte le linee su ferro e gomma. Una società che riunisca l'attuale Anm, che di recente ha inglobato Metronapoli, l'Eav e la Ctp, che gestisce gli autobus provinciali, in grado di potenziare le sinergie e i nodi di interscambio in una rete unitaria del trasporto pubblico".


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