Città e Urbanistica

L'Ordine di Padova promuove un pacchetto di lezioni sulle città-modello. Si parte con Malmö e Copenhagen

Paola Pierotti

Ecco il programma delle lezioni sugli eco-quartieri modello in Europa promosse dalla Biennale Barbara Cappochin e dal Cnappc. La partecipazione ai seminari è gratuita e dà diritto a crediti formativi

L'Ordine degli Architetti di Padova promuove un corso di formazione sulle città. Attraverso l'analisi e il confronto di esempi virtuosi dei percorsi realizzativi di eco quartieri in diversi paesi europei che hanno saputo darsi una visione del futuro, che hanno adottato strategie coraggiose, che hanno messo in atto azioni innovative, la Fondazione Barbara Cappochin e l'Ordine degli Architetti di Padova ha programmato nell'ambito dell'edizione del decennale della Biennale due mesi di incontri con l'obiettivo di formulare proposte concrete per un approccio integrato finalizzato allo sviluppo sostenibile anche nel nostro Paese.

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L'edizione 2013/2014 della Biennale Internazionale di Architettura è ufficialmente partita lo scorso 26 ottobre con la cerimonia di Premiazione dei vincitori del Premio Internazionale di Architettura e con la consueta inaugurazione in Piazza Cavour a Padova, del Tavolo dell'Architettura: una struttura in pietra di Vicenza, progettata quest'anno da Renzo Piano e realizzata dal Laboratorio Morseletto, sulla quale sono fino alla fine di marzo, esposte fino alla fine di marzo, le migliori opere selezionate dalla giuria internazionale.

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Il prossimo appuntamento, prima della mostra «Renzo Piano Building Workshop – Archivi» (15 marzo – 15 luglio 2014 a Palazzo della Ragione, è il ciclo di conferenze internazionali (10 gennaio – 13 marzo) dedicate agli eco-quartieri, organizzate in sinergia con il Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C..

Il ciclo di Conferenze prenderà il via venerdì 10 gennaio con la presentazione delle recenti esperienze urbane di Malmö (Bo01) e Copenhagen ( Ørestad). Alcuni personaggi chiave di queste due importanti trasformazioni urbane saranno ospiti a Padova e daranno una lettura, non solo dei progetti, ma anche dei processi che li hanno resi possibili, illustrando le componenti e le ragioni che ne hanno permesso la fortunata riuscita.

La partecipazione ai seminari è gratuita e dà diritto a crediti formativi.

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Due i temi della prima lezione della Biennale Barbara Cappochin.

Il quartiere di Bo01 a Malmö

Bo01 é un'ecoquartiere che segna l'inizio della riconversione dell'area portuale di Malmö e rappresenta allo stesso tempo l'inizio della rinascita di un'intera città.
Malmö è la terza città più grande della Svezia, nel centro della regione Öresund, lo stretto che divide la sua regione con Copenhagen e la Danimarca. Dall'anno 2000, Malmö e Copenaghen sono collegate da un ponte che permette di raggiungerne i corrispettivi centri entro 45 minuti.
Malmö era tradizionalmente una città dell'industria pesante, ma negli ultimi anni si é trasformata progressivamente in città della conoscenza. I principali motori economici sono ora compagnie di servizio, commerciali ed aziende piccole e medie, tra le quali, le tecnologie informatiche sono il più grande settore.

La Turning Torso é un grattacielo che è in breve tempo diventato il simbolo della Malmö postindustriale. Il quartiere Bo01 inaugurato nel 2001 nasce come esposizione di architettura e rappresenta la prima fase di una trasformazione ancora in corso, alla continua ricerca di esempi di qualità e sostenibilità urbana. Da una zona monofunzionale per l'industria pesante si é passati ad una zona mista di residenza, luoghi di lavoro e aree di svago. L'area attrae residenti e numerosi visitatori e si distingue per la qualità degli spazi aperti e per la sua architettura moderna.

L'iniziale progetto aveva il fine di accendere un dibattito attorno ai modi dell'abitare contemporaneo e di stimolare ragionamenti sul futuro delle nostre città. Da una prima zona iniziale di circa 600 alloggi si é arrivati oggi a 6.000 residenti che diventeranno 30.000 quando l'intera area sarà completata.
Il quartiere di Bo01 é autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a collettori per l'energia solare, turbine eoliche e un sistema di raccolta pneumatica dei rifiuti in due sezioni ( per il compostaggio e l'incenerimento.

L'espansione urbana di Ørestad a Copenhagen
Oltre alle questioni di necessità la nuova espansione di Ørestad ha rappresentato la possibilità di sperimentare architetture e spazi urbani emozionanti e di grande qualità che hanno rafforzato l'immagine di Copenaghen e la sua attrattività a livello internazionale.

Alla fine degli anni 1980 la citta di Copenaghen aveva diversi problemi: la crescita economica era bassa e la disoccupazione alta, l'indebitamento del Comune era preoccupante.
In questo clima di scarso ottimismo la città non era capace di attrarre né nuove famiglie né nuove imprese. La sfida attraverso la nuova espansione di Ørestad fu appunto quella di invertire tale tendenza. I cardini alla base di questo grande progetto sono le nuove infrastrutture: il ponte di collegamento con Malmö e la Svezia, l'espansione dell'aeroporto, la costruzione della nuova metropolitana e, attorno a questa ossatura di importanti collegamenti, la fondazione di un nuovo tessuto urbano che vuole diventare simbolo di una cittá moderna, attenta alla contemporaneità e proiettata nel futuro.

Ørestad, percepita in un primo momento come periferica rispetto al centro della città, é stata progressivamente capace di popolarsi di residenti e di offrire parecchi posti di lavoro. Oltre 6000 persone abitano oggi nella nuova espansione e la vita urbana in questi nuovi quartieri é stata sollecitata e favorita da una consapevole strategia sugli spazi pubblici. Attraverso progetti temporanei per lo sport e la cultura é stato possibile affermare l'identità di Ørestad ancor prima che ne sia completata la sua costruzione attraverso gli edifici veri e propri.

Senza la coraggiosa scelta di investire in questo enorme sviluppo urbano tutte queste persone e tutte queste compagnie avrebbero probabilmente scelto altre sedi come Amburgo o Stoccolma e Copenhagen avrebbe visto un totale stallo.

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