Città e Urbanistica

Firenze fa cassa vendendo per 23 milioni il teatro comunale a Cdp

Silvia Pieraccini

In passato l'immobile (sede storica del Maggio musicale fiorentino) era stato più volte messo all'asta senza esito, l'ultima volta con a un prezzo base di oltre 26 milioni

Il Comune di Firenze coglie al volo la possibilità introdotta dal Governo il 30 novembre scorso (con l'art. 3 comma 2 del Dl 133/2013 che ha integrato l'art 11-quinquies del Dl 203/2005 convertito nella legge 248/2005), e vende alla Cassa Depositi e Prestiti per 23 milioni di euro il Teatro Comunale, sede del festival del Maggio musicale fiorentino, immobile da oltre quattro anni in attesa di valorizzazione.

La nuova norma ha esteso la possibilità di inserire nell'elenco degli immobili pubblici (a uso non abitativo) da dismettere per perseguire obiettivi di finanza pubblica - oggetto di un decreto dirigenziale del ministero dell'Economia - anche quelli degli enti territoriali. E il Comune di Firenze si è fatto avanti, verificando con l'Agenzia del Demanio, il Mef e la Cassa Depositi e Prestiti (che cura la vendita degli immobili pubblici previsti dall'art. 11-quinquies) l'inserimento nell'elenco degli immobili da cedere entro il 2013 anche del Teatro Comunale, già incluso nel piano delle alienazioni fin dal marzo 2009 e per tre volte andato all'asta (44,5 milioni la base della prima che risale al dicembre 2009; 35,6 milioni la base della seconda asta del marzo 2010; 26,1 milioni la base della terza asta nel luglio 2013). Tutte e tre le aste sono andate deserte, così come non ha avuto esito la procedure negoziata tentata dal Comune nel 2011 che ha portata a un'unica offerta da 15 milioni di euro ritenuta dall'Amministrazione «non congrua».

Grazie all'interesse manifestato ora dalla Cassa Depositi ad acquisire l'immobile tramite un fondo gestito, il Comune può così incassare l'intero prezzo (come previsto dalla procedura del Dl 203/2005) entro la fine dell'anno, destinando l'entrata - come indicato nel bilancio preventivo - alle spese per investimento del 2013.

È per questo che ora l'assessore al Patrimonio, Elisabetta Meucci, tira un sospiro di sollievo, rimandando al mittente le accuse di aver "svenduto" il Teatro Comunale per 23 milioni: «Chi oggi grida alla "svendita" vive su un altro pianeta o ha dimenticato di documentarsi e preferisce ignorare la realtà», ribatte l'assessore spiegando che «la prima valutazione dell'immobile era riferita a una superficie di oltre ottomila mq., maggiore rispetto a quella di oggi»; che «quella valutazione risaliva comunque al 2009 e, come è noto, da allora il mercato immobiliare è molto cambiato»; che «tutte le aste bandite fino ad ora sono andate deserte, in considerazione della situazione di oggettiva difficoltà in cui versa il mercato immobiliare»; che «comunque la base dell'ultima asta era di 26,13 milioni»; che «a seguito della manifestazione d'interesse da parte della Sgr Cassa Depositi e Prestiti, la commissione valutazioni ha proceduto a una nuova stima del bene, determinata secondo criteri e valori del mercato immobiliare attuale, che è risultata inferiore alla precedente stima del maggio 2013». Nel frattempo, nel 2012, il Comune ha ridefinito anche la destinazione urbanistica del complesso immobiliare, prevedendo una superficie utile lorda ammissibile tra 18 e 19mila mq.

I 23 milioni che stanno per entrare nelle casse comunali, secondo l'assessore, sono «preziosissime risorse che permettono all'Amministrazione di attuare il piano degli investimenti e di migliorare il patto di stabilità».

Sulla base dell'accordo il Teatro Comunale non sarà lasciato libero subito, ma il Comune manterrà la disponibilità (a titolo gratuito) fino al 31 dicembre 2014; questo perché la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, concessionaria del complesso, si trasferirà nel Nuovo Teatro dell'Opera in corso di ultimazione nell'area di Porta al Prato solo nell'estate prossima.


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