Città e Urbanistica

Dal vecchio Piano regolatore al Piano città: trent'anni di storia dello Sdo

Giulia Del Re

Il progetto del Sistema direzionale orientale avrebbe dovuto trasferire ministeri ed enti pubblici nella zona di Pietralata - Tra annunci e cambi di programma, a oggi non risultano ancora arrivati i 13 milioni per il recupero urbano dell'area stanziati l'anno scorso dal Piano Città

Se ne parla dagli anni '6o, ma la prima, clamorosa archiviazione del progetto Sdo - più mito urbanistico generato dal sistema delle partecipazioni statali che concreta programmazione territoriale - venne dalla giunta Rutelli (si veda l'intervista al Sole 24 Ore con cui Walter Tocci diede l'annuncio della morte di fatto del progetto). La prima volta fu nel piano regolatore del 1962 che scelse la zona di Pietralata come nuovo centro - mai realizzato - di ricollocazione delle infrastrutture direzionali al di fuori dal centro, con l'obiettivo di alleggerire il carico della mobilità nella città storica. Nel tempo, il progetto del cosiddetto Sdo (Sistema direzionale orientale) è praticamente naufragato perché si rivelò inapplicabile l'ipotesi di trasferire nell'allora estrema periferia orientale decine di sedi ministeriali ed enti pubblici. Così, Pietralata ha continuato ad essere meta di accampamenti abusivi che col passare degli anni si sono affiancati alle nuove urbanizzazioni della città che si andava espandendo. Poi, nel 2002, l'allora sindaco Walter Veltroni decise di attualizzare il progetto dell'ex Sdo attraverso un nuovo protocollo che prevedeva di riqualificare la zona trasferendovi uffici, residenze universitarie, una sede dell'Istat, alcune facoltà della Sapienza. La realizzazione dei progetti e del piano particolareggiato effettivamente partì, con tanto di confronto architettonico, bandi di progettazione, dibattiti universitari sul recupero della periferia come modello di inclusione sociale vincente. Tutte idee che, nel tempo, rimasero solo tali.

Nel 2008, dopo quindici anni di dominio del centro sinistra a Roma, una nuova formazione politica di centro destra guidata da Gianni Alemanno si insedia in Campidoglio. Il neo sindaco cambia protocollo e resetta il vecchio programma di recupero di Pietralata, bloccando, innanzitutto, parte del progetto che aveva proposto l'architetto Franco Purini che prevedeva la realizzazione di una sorta di "piastra" di cemento sulla quale avrebbero dovuto poggiare gli uffici dell'università La Sapienza e la sede Istat. Nel frattempo, il Campidoglio pubblica un bando per la realizzazione di 555 alloggi sociali nella zona di Pietralata, dove – nell'arco di un quindicennio di annunci e politiche di tentativi vari – sono stati costruiti anche l'ospedale Pertini e alcuni impianti destinati ai Mondiali di nuoto del 2008, mentre restano ancora al palo diversi progetti tra cui la realizzazione di studentati per la Sapienza, la costruzione della nuova sede dell'Istat, la riqualificazione dell'area mediante fondi in parte privati (è stata programmata da almeno 5 anni la realizzazione di un Print mai decollato) sia pubblici. Su quest'ultimo punto, il Comune di Roma l'anno scorso, nell'ambito del Piano città, ha ottenuto dal Governo quasi 13 milioni di euro per finanziare vari progetti di recupero urbano a Pietralata.

Tra i vari interventi, era in lista la realizzazione di un Centro eccellenza Servizi per diversamente abili (2,5 milioni), una piazza e un giardino della Rambla (5,8 milioni), una scuola elementare (1,7 milioni), il restauro di una struttura da destinare a sede di un commissariato (3,6 milioni). E ancora: il recupero di 16mila mc di edilizia pubblica per ricollocare attività terziarie (4,8 milioni), la bonifica della scarpata frontale alla Stazione Tiburtina (1,2 milioni), la realizzazione di una serie di orti urbani (1,9 milioni) e della nuova sede del Teatro dell'Opera, recuperando un fabbricato esistente (14,8 milioni). Ma i fondi, a quanto si apprende, non sono ancora arrivati, confermando per l'area dell'ex Sdo un percorso che negli anni ha affrontato e continua ad affrontare ostacoli continui.


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