Città e Urbanistica

Roma, le Ferrovie sfidano la «maledizione» della trasformazione fantasma dello Sdo

Paola Pierotti

L'idea del Sistema direzionale orientale (Sdo), nata oltre tren'tanni fa, prevedeva il trasferimento - mai realizzato - dei ministeri in questa area a est della Capitale. L'area di Pietralata è stata oggetto di molti altri progetti, rimasti tali. Il mito dello Sdo sembra rivivere, ora che le Ferrovie starebbero pensando di investire in questa area a ridosso della stazione Tiburtina

Le Ferrovie entrano nella partita di Pietralata. La valorizzazione delle aree a ridosso della stazione AV di Roma Tiburtina potrebbe decidere le sorti dello Sdo dopo 30 anni di progetti mai portati a termine. Secondo indiscrezioni il gruppo guidato da Mauro Moretti sarebbe in trattativa con enti pubblici e privati per il posizionamento in quest'area di importanti funzioni che potrebbero cambiare le carte in tavola e riaggiornare il piano-Pietralata.

Il quartiere di Pietralata, a due passi dalla nuova stazione-ponte che collega i quartieri Nomentano e Tiburtina, è un'area pubblica di straordinaria potenzialità. Per decenni è stata oggetto di progetti e valutazioni, operazioni avviate e interrotte come quella dell'Istat che doveva insediare in questa zona il suo quartier generale. «Il piano per realizzare 555 abitazioni sociali a Pietralata resta in stand by mentre il contributo statale per il "Piano Città" si potrà erogare a breve visto che un'area sotto sequestro è tornata di proprietà comunale da pochi giorni. Tra due mesi – annuncia Giovanni Caudo, assessore alla Trasformazione Urbana del Campidoglio - potremo avere un quadro chiaro, ma per ora il futuro della zona resta incerto e sospeso».

OLTRE TRENT'ANNI DI PROGETTI MANCATI: LEGGI LA STORIA DELLO SDO

Lo sviluppo di Pietralata sembra dipendere dalla storia stratificata in questi decenni ma anche dal disegno strategico di questa immensa area nel cuore di Roma, ben infrastrutturata (ferro e gomma), che non potrà non considerare le politiche del gruppo Fs a ridosso della nuova stazione Tiburtina, dove è partito il cantiere della nuova sede romana di Bnl e dove si devono ancora vendere 100mila mq di superficie a ridosso del fascio dei binari.

In quest'area, abbandonato il progetto per la sede Istat firmato da Mario Cucinella, anche il planivolumetrico di Franco Purini è stato oggetto di successive varianti e dopo anni poco è rimasto della sua prima idea progettuale. «Al momento l'unica novità concreta è davvero il via libera del Piano Città - dichiara l'assessore che da 5 mesi al Campidoglio è impegnato a sciogliere alcuni dei tanti temi che bloccano lo sviluppo della capitale – grazie al quale il Comune di Roma ha ricevuto un finanziamento di 12,9 milioni di euro (a fronte dei 113 milioni richiesti) per interventi di riqualificazione proprio nel quartiere Pietralata».

Piano Città. Il Comune di Roma è in ritardo con la firma del contratto di valorizzazione perché ha dovuto attendere che gli Studios cinematografici De Paolis (nome finito nelle inchieste legate ai crimini della banda della Magliana), diventassero di proprietà comunale. «La scorsa settimana è avvenuto il passaggio di proprietà – spiega l'assessore Caudo – adesso siamo pronti a firmare l'accordo già da domani. Tutti i soggetti coinvolti sono invitati a porre una firma digitale per dare il via libera, ci auguriamo che il Ministero delle Infrastrutture possa procedere rapidamente».

Nell'ambito del Piano Città tra i lavori previsti c'è il teatro dell'opera negli spazi degli Studios, il recupero di una caserma, servizi per i diversamente abili e la creazione di spazi pubblici.
Social housing. Il piano di social housing che prevede la costruzione di 555 unità abitative (il cosiddetto bando F555 di Pietralata) è bloccato da mesi a causa dei ricorsi.

L'area di Pietralata è completamente pubblica, ma in quest'area il gruppo Salini, costruttore della metro C, deve preventivare in quest'area un'operazione di compensazione. Lo Sdo è un tema annoso per il Campidoglio: c'è anche un ufficio di competenza che da anni lavora solo su quest'area. «C'è un piano di assetto, un piano particolareggiato approvato nel 2006 che prevede un sistema di nuovi edifici direzionali alti 38 metri – commenta l'assessore Caudo – ma sicuramente serve una riflessione seria, integrata, e al passo con i tempi: a Roma, di fatto solo Pietralata ha le carte giuste per essere una "centralità" multifunzionale. Non si può sprecare questa opportunità: non può restare una scatola vuota».

Roma, l'architettura e i privati. Il Campidoglio sta mettendo in atto una serie di strategie urbanistiche facendo dialogare i tanti stakeholders. Come sta facendo a Pietralata, in tutta la città il Comune dialoga con il pubblico e con il privato. Per la Nuvola di Fuksas, futuro polo della congressualità romana e italiana, il Comune conta sui contributi delle banche, in primis Unicredit, e spera in un contributo statale da parte del Mef. «Servono 50milioni subito – commenta l'assessore – ci auguriamo che lo stato capisca che questa è una priorità per il Paese». Per la Nuvola l'ultimatum è vicino: il 19 dicembre ci sarà un cda in cui Eur spa farà i conti con le risorse disponibili e se non saranno disponibili dovrà ipotizzare la chiusura del cantiere (link ).

Altro tema è quello della Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. «Qui serve un privato che mette a disposizione 50milioni di euro, in tutto, per sistemare la struttura in parte costruita, per ultimare l'opera e realizzarla come spazio multiuso. Non si può lasciare un cantiere a metà, Calatrava – ha detto Caudo – è stato in cantiere in questi giorni e si è reso disponibile a collaborare per ridimensionare il suo progetto».


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