Città e Urbanistica

Federalismo demaniale, i Comuni hanno chiesto 9.367 immobili dello Stato (incluse ex caserme)

Massimo Frontera

Oggi l'incontro tecnico Comuni-Governo per affrontare la gestione del programma, in cui gli enti hanno chiesto molti immobili non presenti nell'elenco del Demanio

L'applicazione del federalismo demaniale è oggi il tema dell'incontro enti-locali-Governo, il primo incontro dopo la scadenza del termine del 30 novembre, entro il quale gli enti locali - Comuni e Province - hanno chiesto al Demanio oltre 9mila beni immobili dello Stato - tra aree e fabbricati - appunto in applicazione delle norme sul federalismo demaniale.

Più in dettaglio, dopo la scadenza del 30 novembre il Demanio informa che sono pervenute esattamente richieste per 9.367 cespiti. Le richieste sono pervenute da 1.300 enti, di cui 1.267 comuni, 27 province e 6 regioni.

Rappresentanti dell'Anci incontreranno oggi i vertici dell'Agenzia del Demanio, il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio e il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, l'esponente di via XX Settembre che segue in particolare il programma.

Gli enti locali non si sono limitati a fare la propria scelta all'interno dei circa 10mila beni inclusi nell'elenco fornito dal Demanio, ma si sono "allargati", chiedendo allo Stato anche altri beni fuori elenco, edifici non disponibili e anche ex caserme e altri siti militari dismessi, di fatto quasi raddoppiando la dimensione della lista di partenza. Va precisato che tale possibilità era prevista, nel senso che il Demanio, in caso di un immobile fuori elenco, si sarebbe riservato di verificare l'effettiva disponibilità e idoneità al trasferimento del bene. Sta di fatto, che questa possibilità, potrebbe non essere residuale ma largamente praticata dagli enti. Pertanto - stando alle anticipazioni dell'Anci - gli oltre 9mila immobili chiesti non rappresentano il 90% della lista pubblicata dal Demanio, ma una quota molto più diluita, che, secondo l'Anci si avvicina al 50% della platea di immobili potenzialmente idonei al trasferimento.

«Sul totale delle richieste, ci saranno delle risposte negative da parte del Demanio - prevede Roberto Reggi, sindaco di Piacenza e presidente della Fondazione Patrimonio dell'Anci -. Vogliamo cercare di limitare al minimo le risposte negative del Demanio, anche perché la legge parla di un elenco che non era comunque esaustivo, con beni anche fuori dell'elenco. Ci sono stati comuni che hanno richiesto anche dei beni della Difesa».

In altre parole, gli enti locali - in tutti i casi in cui erano presenti elementi di incertezza (principalmente per quanto attiene alla disponibilità, all'ammissibilità e alle condizioni economiche) hanno optato comunque per la richiesta, salvo ora attendere la decisione del governo, attraverso l'Agenzia del Demanio, sulla risposta, positiva o negativa. «Non accetteremo risposte negative dal Demanio che non siano giustificate da solidi argomenti», conclude Reggi.


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