Città e Urbanistica

Veneto, più facile la validazione regionale delle banche dati dei Pgt

Un recente provvedimento della giunta regionale, adottato su proposta del vicepresidente e assessore al territorio Marino Zorzato, consentirà di semplificare la procedura di validazione delle banche dati con cui sono costruiti i Piani Regolatori di ultima generazione (Piani di Assetto del Territorio Comunali ed Intercomunali).
La legge regionale urbanistica del Veneto ha infatti introdotto, tra varie altre innovazioni, l'obbligo
per i comuni di redigere sotto forma di banche dati i propri Piani Regolatori, secondo regole tecniche di compilazione predisposte dalla Regione.

In particolare, la legge veneta dispone che la giunta regionale certifichi l'effettiva leggibilità dei dati dei Piani Regolatori attraverso precise regole di misurazione della correttezza compilativa delle relative banche dati. La misurazione così fatta determina un Indice di Qualita; l'insufficienza di questo indice non consente l'approvazione del Piano Regolatore cui è riferito.
Per l'applicazione di queste verifiche la Regione si avvale di una procedura informatica creata appositamente. A più di 6 anni dall'attivazione delle procedure di verifica, sono stati validati i quadri conoscitivi corrispondenti a 292 comuni, pari al 50,2 % del totale dei 581 comuni del Veneto, distinti in 194 Piani comunali e 30 Piani intercomunali.

«La novità introdotta con l'ultimo provvedimento della giunta veneta - spiega Zorzato - consiste nel consentire ai singoli comuni, per la parte tecnicamente realizzabile, di controllare preliminarmente la correttezza delle banche dati dei propri piani regolatori prima che le strutture regionali ne eseguano la verifica formale. Questo sarà reso possibile con la creazione di una apposita procedura informatica, a cura della direzione urbanistica e paesaggio della regione,
che sarà resa disponibile via web».

«I comuni vi accederanno gratuitamente e la potranno usare per eseguire la parte sostanziale della verifica delle banche dati, usando le stesse metodiche applicate dagli uffici regionali. Gli uffici regionali poi si limiteranno al mero riscontro dei controlli fatti dal comune», continua Zorzato, che conclude: «in questo modo si ritiene non soltanto di alleggerire un carico istruttorio e di ridurre dei tempi procedurali, ma anche di consentire un ruolo diverso e di maggior responsabilità e autonomia all'Ente Locale nella produzione di dati ed informazioni territoriali
a cui l'Unione Europea dà importanza strategica».


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