Città e Urbanistica

A Trieste 800 immobili per rilanciare l'economia, scovati grazie all'App che dà la caccia ai «ruderi»

Massimo Frontera

Uno strumento "smart" sviluppato da un giovane team, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Trieste, ha consentito di mappare circa 800 immobili nel territorio provinciale da rimettere in gioco e rilanciare l'economia locale

Uno strumento per mappare gli immobili abbandonati e inutilizzati che possono però essere messi in gioco. Lo ha messo a punto un team di giovani guidati da Marco Svara, vicepresidente dell'associazione culturale ManifeTSo2020 di Trieste.

Lo strumento - nella forma di una web application - riguarda il territorio della provincia di Trieste ed è stata illustrata in anteprima all'Urbanpromo di Torino nel contesto di un incontro dedicato alle iniziative di riqualificazione urbana promosse dalle fondazioni di origine bancaria. La app sarà presentata ufficialmente il prossimo 19 novembre prossimo.

L'obiettivo finale dello strumento consiste nel facilitare l'inserimento lavorativo e la nascita di nuove attività imprenditoriali - nel terzo settore, nelle imprese innovative e nel low-profit - all'interno di spazi sottoutilizzati, abbandonati o in rovina, tanto di proprietà pubblica che privata, attivando una serie di processi di rigenerazione urbana capaci di recuperarli sia sotto il profilo edilizio che funzionale, cercando perseguire la triplice sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Il tool, ha richiesto quasi due anni di lavoro, dall'idea a alla realizzazione del prodotto, con un contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Trieste di 60mila euro. Prodotto che, prima ancora di essere ufficializzato, è stato richiesto da vari comuni (inclusa la Capitale).
L'iniziativa sviluppata a Trieste si chiama "Progetto spazi opportunità " e mira a individuare contenitori urbani a vario titolo abbandonati, inutilizzati o sottoutilizzati.

«L'obiettivo - ha spiegato Marco Svara nell'incontro dedicato ai progetti di rigenerazione urbana promossi dalle fondazioni, nell'ambito di Urbanpromo - è di creare le condizioni per stimolare l'imprenditorialità, proprio individuando immobili potenzialmente adatti a ospitare nuove attività, il tutto con il coinvolgimento della popolazione, sia nella segnalazione di edifici, sia nell'ideazione di attività e funzioni che possono essere insediate».

Ad oggi, il lavoro di mappatura di 13 persone ha consentito di censire nel territorio della provincia di Trieste 743 edifici mappati inutilizzati, oltre a 121 segnalati dai cittadini. Sul visore del computer, ipad o smartpohone, è possibile avere il quadro della localizzazione e lo stato dell'immobile. Quest'ultimo è classificato in tre tipologie: rovina (immobile che richiede un investimento impegnativo per la sua rifunzionalizzazione), abbandonato (classificazione che si riferisce sempre a immobili cielo terra danneggiati), inutilizzato (qualifica che riguarda porzioni di immobili).

«Il monitoraggio si è concentrato sugli immobili inutilizzati, pubblici o privati ma che siano anche ignorati dalle agenzie immobiliari». Ogni immobile si presenta una classificazione e una foto. In più ci sono dei "counter" molto semplici ed essenziali con le informazioni sull'impronta a terra dell'immobile e la superficie complessiva.

Non è tutto, L'immobile viene anche messo in relazione con altri elementi urbani (dai trasporti alle attività varie ai servizi). Ogni singola scheda si presenta con una ortofoto e delle schede architettonico urbanistiche (con un supplemento di informazioni nel caso l'immobile si sottoposto a vincolo). Sono anche disponibili informazioni dopo l'indagine statica eseguita dagli ingeneri su struttura, copertura e infissi, con il dato medio ponderato unico che fornisce il grado di percentuale di degrado.

«Lo strumento è altamente flessibile e contestualizzabile - spiega sempre Svara -. Ogni città potrebbe decidere che ci sono altre categorie di informazioni, in funzione delle peculiarità locali». Da questa base di dati si può avere l'idea di come intervenire fisicamente su questi spazi, per rimetterli nel mercato a condizioni economiche. «Anche i costruttori dell'Ance - assicura Svara - si è interessata a questo progetto».

Il progetto spazi opportunità si sviluppa in tre fasi, di cui l'applicazione web è solo la prima. L'obiettivo dello strumento è infatti solo quello di censire e sistematizzare il patrimonio mappato.

Poi segue la fase definita Forum delle Opportunità. Si compone di una serie di tavoli di lavoro aperto ai promotori di processi di rigenerazione urbana per individuare progetti di ristrutturazione e rifunzionalizzazione degli spazi (accompagnati a piani economici e di gestione). I tavolo dovranno essere i "motori" della rigenerazione urbana.

La terza e ultima fase è il Cantiere delle Opportunità. In questa fase dovranno prendere il via i «progetti pilota sperimentali che avranno il compito di dimostrare concretamente, attraverso la riattivazione di spazi sottoutilizzati, abbandonati o in rovina, le potenzialità e le criticità dei processi di rigenerazione urbana».

Alcuni edifici inutilizzati disponibili per insediare nuove funzioni (vai alla gallery )


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