Città e Urbanistica

Milano, sulle sei aree ex ferroviarie taglio delle previsioni edilizie del 30%

Massimiliano Carbonaro

La giunta Pisapia presenta il documento di attuazione del Pgt: per 1,2 milioni di mq degli ex scali prevista una Slp di 676mila mq, il 30% di quanto prevsto dal Pgt versione Letizia Moratti

L'impostazione non è cambiata, in gioco c'è sempre il recupero dei sette scali ferroviari non più strategici di Milano per 1,2 milioni di mq - ma sono cambiati i pesi insediativi previsti nel passaggio dalla versione del Piano del governo del territorio elaborato dalla Giunta guidata da Letizia Moratti al Pgt approvato definitivamente e reso operativo con il sindaco Giuliano Pisapia. Siamo di fronte ad una fortissima riduzione dell'edificabilità nell'ordine di oltre il 30% rispetto a quando inizialmente previsto.

La partita riguarda gli scali Farini (il più importante per le dimensioni con i suoi 406mila mq), Porta Romana (fondamentale per la sua posizione a ridosso del centro storico) come Porta Genova, quindi Rogoredo, Lambrate, Greco-Breda e San Cristoforo.

In realtà sul recupero di questi ambiti si sta lavorando a Milano dal nel 2005 quando decolla un accordo di programma con le FS che viene promosso dalla Regione Lombardia due anni dopo. Quindi si arriva all'elaborazione del Pgt nella versione della precedente giunta che faceva di questi ambiti aree di densificazione dove sviluppare oltre un milione di mq di slp.
Ma il processo di recupero si arresta in corrispondenza dello stop and go a cui è stato sottoposto il Pgt con la nuova amministrazione.

Adesso la svolta con le nuove previsioni previste all'interno di un documento presentato in commissione urbanistica e che entro la fine dell'anno primi mesi del 2014 deve passare in Consiglio comunale che definisce il mix funzionale e le quote di edilizia residenziale libera e sociale e la slp edificabile nel totale.

Nel dettaglio a fronte di una superficie di 1,2 milioni di mq abbiamo una slp di 676mila mq di cui 520mila di edilizia libera e il restante di housing sociale (si calcolano 2600 nuovi alloggi). In pratica siamo davanti ad una riduzione del 33% con -336mila mq di slp rispetto alle previsioni contenute nel Pgt del 2010. Il prossimo passo è arrivare a chiudere l'accordo con le ferrovie che tenga conto delle modifiche sopravvenute: «La parte urbanistica è stata definita - ha detto Ada Lucia De Cesaris il vicesindaco di Milano e assessore all'urbanistica - dobbiamo definire ancora come verranno utilizzate le plusvalenze, secondo l'amministrazione devono andare a rimodernare il nodo ferroviario, le stazioni e la qualità dei treni».
Il nodo fondamentale è ben definire come verranno impiegate le plus valenze che nasceranno dall'operazione di dismissione che le ferrovie porteranno avanti, tema già scottante quando si fece partire l'accordo di programma e per cui si parlava di impiegare le risorse che sarebbe arrivate sui trasporti milanesi. Ma era un altro mercato immobiliare e bisogna tenere conto che sono ambiti che necessitano di riqualificazione ambientale e pesanti bonifiche dei suoli.
Secondo le stime però siamo di fronte a una prima plusvalenza di 50 milioni di euro: «Se non si chiuderà l'accordo entro il 2013 - ha aggiunto la De Cesaris ponendo un chiaro aut aut ad FS - faremo nuove riflessioni. Credo che sia un buon accordo per l'amministrazione e per le ferrovie. È giusto che le plusvalenze vengano utilizzate per la città e per migliorare il trasporto dell'area metropolitana». Curiosamente le opposizioni all'attuale Giunta hanno parlato in merito a questa operazione di cementificazione quando siamo davanti ad una riduzione delle volumetrie previste. Ben più importante invece è l'ipotesi che questo accordo interessi Cassa Depositi e Prestiti che punta a queste aree per vedere realizzati nuovi interventi di housing.


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