Città e Urbanistica

Monza, il Comune lancia la riqualificazione di 21 aree industriali dismesse

Massimiliano Carbonaro

Possibile mantenere le volumetrie preesistenti, senza rispettare il limite generale di Pgt di 0,565 mq/mq - In gioco complessivamente 500mila mq di aree da trasformare

Monza si rimette in moto guardando alle sue aree ex industriali da recuperare. È quanto emerso da un convegno organizzato da Assimpredil il 22 ottobre. L'elemento dominante è che il comune lombardo può avere un futuro solo partendo dal suo passato quando era la città delle cento ciminiere. In gioco ci sono 21 ambiti per circa 500mila mq di superficie individuati attraverso un documento di inquadramento approvato dal Consiglio Comunale nello scorso marzo e che ora sta cominciando a dare i suoi frutti.
«Il riutilizzo delle aree dismesse e di edifici di interesse storico e artistico del Comune di Monza» è il titolo dell'incontro che si è svolto il 22 ottobre presso la Camera di Commercio cittadina, che si trova proprio davanti ad uno degli edifici presentati come esemplari durante il convegno: si tratta del recupero delle ex case operaie Cambiaghi (una ristrutturazione conclusa nel 2000) significativa perché ha mantenuto le architetture originali migliorando prestazioni e vivibilità. Ci si è mossi su questa falsa riga e prendendo come spunto altre due aree che sono altrettanto esemplari come il recupero della palazzina direzionale dell'ex Macello comunale di Monza con un progetto dell'architetto Laura Rocca e la trasformazione dell'ex Tessitura Pastori che prima è diventata la sede di un istituto bancario e poi quella della Provincia di Monza e Brianza. L'obiettivo è stato non consumare nuovo suolo e recuperare ambiti che hanno problemi anche di natura ambientale.
In prima battuta le aree individuate sono tutte lungo due assi, il canale Villoresi e il Corso del Lambro. Il tema principale del recupero delle nuove aree è riuscire ad equilibrare le funzioni pubbliche da introdurre con quelle private. «In ogni nuovo intervento di recupero – ha aggiunto l'assessore agli affari generali Egidio Longoni del Comune di Monza - cerchiamo di inserire funzioni innovative insieme a quelle pubbliche come il co-working o gli spazi per le star up».

Per incentivare l'iniziativa dei proprietari il documento di inquadramento in pratica concede che le aree individuate non siano sottoposte all'indice unico di 0,65 mq/mq che il Pgt assegna al territorio urbano nel complesso, in pratica consente che l'intera slp prodotta da questi complessi sia utilizzabile. Ma non è detto che questo sia sufficiente visto che sono aree, come è facilmente immaginabile, che hanno problemi di bonifica e che il recupero è considerato più costoso della demolizione e ricostruzione ex novo, come sottolinea Filippo Falzone di Assimpredil - Ance: «Certo costruire in un'area libera è più facile, ma oggi la maggior parte degli interventi sono di recupero e di efficientamento energetico».
Comunque la delibera del Comune ha dato il via alle prime iniziative. L'area più avanti è forse l'ex Cotonificio Cederna su cui si è cominciato a parlare nel 2006 ma che poi si è arrestato tutto con il degrado che è progressivamente aumentato spingendo il quartiere intorno a svuotarsi. Adesso il progetto ha ripreso vigore tanto che nei mesi scorsi si è arrivati alla firma della convenzione per cui su una superficie di oltre 42mila mq si è


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