Città e Urbanistica

Piano città a caccia di fondi europei residui, ma sulla «rimodulazione» decide il ministro Trigilia

Massimo Frontera

È atteso la prossima settimana il «verdetto» da parte dei tecnici del Dipartimento per le Politiche di coesione sui progetti del piano città oggetto di rimodulazione dei fondi strutturali non spesi del ciclo 2007-2013

Giorni cruciali per i progetti del piano città che si candidano a intercettare parte delle risorse comunitarie residue del programma 2007-2013. L'opportunità pare interessare solo tre delle regioni cosiddette obiettivo convergenza, cioè Calabria, Campania e Sicilia.

Le apposite strutture di verifica all'interno del Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica (Uver – Unità di verifica degli investimenti pubblici e Uval – Unità di valutazione degli investimenti pubblici) stanno esaminando 738 progetti del piano città nelle sole tre regioni obiettivo convergenza citate.

L'operazione è in fase molto avanzata. Dopo l'incontro tecnico di martedì 15 ottobre, si prepara il responso - atteso all'inizio della prossima settimana - con il coinvolgimento delle Regioni interessate (o per meglio dire delle Autorità di gestione dei programmi strutturali) cui viene chiesto il necessario assenso alla rimodulazione dei finanziamenti.

Tutto è partito dalla proposta dell'Anci di dirottare i fondi strutturali non spesi sui progetti del piano città. Il bando dell'ottobre del 2012 ha prodotto una valanga di proposte (3.290 interventi da 457 Comuni) con opere pubbliche e interventi privati integrati e "connessi". A questa immensa domanda è stata data una risposta esigua, in termini risorse: 318 milioni a 28 Comuni, il cui iter procede, tra stop and go. Il resto è rimasto a bocca asciutta.

Un incontro (prima di questa estate) tra i Comuni e il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, ha aperto la strada all'utilizzo dei fondi residui Ue sul piano città. Un'apposita norma del decreto Fare (articolo 9, comma 3-bis) ha concretizzato questa possibilità, prevedendo anche un tavolo tecnico Governo-Regioni-Comuni.

L'Associazione dei Comuni – e in particolare la Fondazione patrimonio – ha avviato un impegnativo lavoro per selezionare i progetti del piano città, individuando gli interventi con cantieri da aprire entro il 2013, chiudere entro il 2015 e che riguardassero alcune funzioni, su indicazione dello stesso dipartimento guidato dal ministro Trigilia. Tutti requisiti compatibili con l'eventuale rimodulazione dei fondi Ue non ancora spesi.

Alla fine si è arrivati a 210 interventi in 78 comuni di 7 regioni che, se finanziati, potrebbero mettere in moto investimenti per 560,5 milioni, di cui 396,4 milioni da trovare. Una parte di questa lista – quella limitata alle 3 regioni obiettivo convergenza – è appunto sotto la lente delle strutture tecniche del dipartimento per le Politiche di coesione.

La lista completa di questi interventi è disponibile (per i soli abbonati) sul sito di «Edilizia e Territorio». L'elenco rivela che questo insieme più "ristretto", costituito da 163 interventi in 59 Comuni di Campania (30), Calabria (14) e Sicilia (15) rappresenta un investimento di 398 milioni, dei quali 325,2 da trovare.

LA ALLA LISTA DEI COMUNI DELLA CAMPANIA, CALABRIA E SICILIA CANDIDATI A OTTENERE I FONDI EUROPEI


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