Città e Urbanistica

Piano Città, Genova sblocca il progetto anti-alluvione per la val Bisagno

Jada C. Ferrero

Approvato il definitivo da 45 milioni per imbrigliare il rio Ferreggiano: la gara ad offerta economicamente più vantaggiosa è prevista a inizio 2014

A Genova, dopo l'approvazione del progetto definitivo avvenuta nei giorni scorsi, è annunciato per l'inizio del 2014 (tra febbraio e marzo prossimi) il bando di gara per il primo grande intervento di captazione idrica dopo la luttuosa alluvione del novembre 2011: lo scolmatore del rio Fereggiano, opera cui la città destina globalmente 45 milioni, di cui 25 in arrivo da Roma grazie al Piano città 2012.

Si tratta del primo stralcio di un primo lotto dei lavori per la realizzazione della galleria scolmatrice del torrente Bisagno, ovvero uno "scolmatorino" a servizio dei torrenti Fereggiano, Noce e Rovare. Ciò in attesa dei fin qui mai reperiti fondi per costruire invece il più grande scolmatore sul Bisagno, emergenza idrogeologica di livello europeo. Nel capoluogo ligure, d'altronde, sono censiti circa 50 km di rivi.

Si parte, dunque, dal Fereggiano, affluente del Bisagno, il rio-killer del 2011 (6 morti), anche recuperando una porzione di galleria già scavata anni fa sulle alture che finiscono a mare in corso Italia, il lido genovese presso la Fiera della Foce, tunnel poi interrotto per complesse vicende finite pure in sede giudiziaria. Con questo primo stralcio da 45 milioni si ricaveranno la galleria, un bypass di 1,8 km innestati sui circa 900 metri già presenti, e le opere di captazione per il solo Fereggiano. Si prevedono 5-6 anni di lavori. Gli altri due torrenti saranno al centro di stralci successivi, da definire in funzione di futuri finanziamenti.

Il bando, ancora non è stabilito se aperto o con prequalifica, è previsto a fine febbraio-inizio marzo. Si tratterà certamente di un appalto integrato, così come sicuramente la formula prescelta sarà quella dell'aggiudicazione secondo offerta più vantaggiosa che, al di là del mero costo, consente di poter orientare una rosa di scelte tecniche.

Il via libera al progetto definitivo è arrivato martedì 1° ottobre dal Consiglio comunale. L'amministrazione guidata da Marco Doria mette così a frutto il bonus da 25 milioni assegnati la primavera scorsa dal Piano città, seconda in Italia per mole del contributo dopo la sola Lamezia (30 milioni), rientrante però fra le Zone franche urbane (e relative provviste). Ci aveva d'altronde creduto fin dalle origini nell'opportunità finestra del Piano Città, convinta che l'abbattimento del rischio alluvionale è senz'altro pre-condizione per la vivibilità urbana, sentendosi dunque pienamente titolata a candidarsi al budget. Le proposte andavano trasmesse un anno fa tramite Anci. Ricordiamo che il valore dell'intero dossier genovese - un pacchetto imperniato sulla riqualificazione ambientale della intera Val Bisagno - superava i 220 milioni, di cui circa 114 richiesti in cofinanziamento.

Dal canto suo ora il Comune s'indebiterà per 15 milioni - sta cercando con gara in questi giorni la banca che finanzierà l'operazione – mentre altri 5 milioni arriveranno dalla Regione.
Il Piano nazionale per le città, varato dall'articolo 12 del Dl 83/2012, poi convertito in legge 134/2012, aveva messo in palio 224 milioni globali. Ricevute 457 proposte di riqualificazione urbana dai palazzi civici di tutta Italia, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tramite un'apposita cabina di regia, ne aveva selezionate 28, per un finanziamento totale di 317, 5 milioni di cui 224 dal Fondo piano città, il resto dal Piano di Azione Coesione per le Zone franche urbane. Debutta così un nuovo strumento denominato "Contratto di valorizzazione urbana", che disciplina i diversi obblighi dei soggetti pubblici e privati coinvolti nell'intervento di riqualificazione urbana. Esso regola, oltre agli impegni, anche la revoca dei finanziamenti in caso di inerzia realizzativa. Genova si pone così al concreto start.


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