Città e Urbanistica

La convenzione Anci-Mit (aggiornata) uscirà sulla «Gazzetta» del 9 ottobre

Massimo Frontera

Dopo aver concordato modifiche alla convenzione firmata alla fine di agosto scorso, l'Anci ha allertato i comuni sulle prossime tappe del programma, a partire dalla data del click day fissata il prossimo 24 ottobre, a partire dalle ore 9,00

Nessun effetto sorpresa per la gara con modalità click day per concorrere ai 100 milioni del programma 6mila campanili. L'Anci ha ottenuto di modificare i termini iniziali per l'attuazione del programma previsto dal decreto 69/2013. Originariamente la gara sarebbe dovuta scattare dal giorno successivo alla pubblicazione in «Gazzetta» dei documenti. Il ministero ha invece accettato una soluzione più "umana", fissando in anticipo la data, che è stata fissata al prossimo 24 ottobre.

Le novità
Rispetto alla convenzione stipulata lo scorso 29 agosto tra Anci e ministero delle Infrastrutture, l'associazione dei comuni ha ottenuto di disinnescare l'automatismo del click day previsto il giorno dopo la pubblicazione in «Gazzetta» dei documenti.

Con una modifica sottoscritta lo scorso 25 settembre a un apposito atto aggiuntivo alla convenzione, è stata fissata la data del click day, appunto il giovedì 24 ottobre, con partenza dalle ore 9,00 per l'invio delle istanze. Gli enti locali avranno così ancora qualche giorno per preparare la documentazione da allegare alla domanda.

L'atto aggiuntivo alla convenzione, firmato da Anci e Mit il 25 settembre scorso, sarà pubblicato (insieme alla Convenzione) sulla «Gazzetta» del 9 ottobre (visibile in formato telematico dalla sera del giorno stesso).

Una seconda modifica è squisitamente tecnica, l'Anci ha predisposto una diversa casella di posta elettronica dove recapitare le richieste dei Comuni (rispetto a quella inizialmente comunicata sui documenti provvisori). La nuova casella pec è la seguente: pec@6000campanili.anci.it

Le Faq dell'Anci
L'associazione dei comuni ha stilato una lista di Faq (link), in cui precisa, fra l'altro che la documentazione deve avere una doppia firma digitale, perché con la seconda il sindaco attesta la conformità della documentazione inviata a quella originale.

Quanto alla documentazione tecnica, le Faq Anci precisano che «non è previsto un livello minimo di progettazione tra quelli previsti dal DPR 207/2010» e che «il progetto, alla data della richiesta, deve essere munito di tutti i pareri discriminanti, rispetto alla sua realizzabilità, in quanto necessari all'avvio dell'intervento». L'Anci sottolinea inoltre che il Programma 6000 campanili non prevede deroghe al patto di stabilità. Invariate le altre disposizioni che sono state concordate tra Mit e Anci.

I documenti da allegare
Va allegata, tra le altre cose, la delibera di Giunta che deve contenere i seguenti elementi: approvazione della richiesta di contributo finanziario; nomina (o conferma di nomina) del Responsabile del Procedimento; approvazione della relazione di cui alla lett. b), illustrativa dell'intervento per il quale si presenta la richiesta, a firma del Responsabile del Procedimento; approvazione del disciplinare, di cui alla successiva lett. e), che regola i rapporti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Soggetto interessato, redatto secondo il modello "Schema di disciplinare" allegato alla presente Convenzione (All. 3) che, nel caso il soggetto richiedente dovesse rientrare nel primo Programma "6000 Campanili", sarà per lo stesso vincolante.
La Relazione illustrativa firmata dal responsabile del procedimento non dovrà superare i 5mila caratteri (spazi inclusi) e dovrà contenere i seguenti elementi: natura e caratteristiche principali dell'intervento; stato di avanzamento delle attività procedurali propedeutiche alla realizzazione dell'intervento con l'impegno a procedere alla «pubblicazione del bando di gara entro il 28 febbraio 2014 e comunque entro 45 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare ed a procedere alla consegna dei lavori entro i successivi 70 giorni»; elenco dei pareri, permessi e nulla osta necessari all'approvazione e all'avvio dell'intervento e dichiarazione del relativo possesso con indicazione degli estremi della loro relativa acquisizione.

Alla relazione del Rup vanni allegati i seguenti elementi: delibera di approvazione del progetto e l'elenco dei relativi elaborati; cronoprogramma dei lavori; Quadro Economico dell'intervento con specificate «anche le eventuali spese già liquidate o impegnate dal soggetto richiedente pur se le stesse non sono ammissibili al finanziamento».

Le opere finanziabili
Per "edifici pubblici" si intendono «immobili di proprietà comunale e immobili sui quali il Soggetto interessato ha titolo per attuare le tipologie di interventi previsti dalla norma e di seguito descritte:
A) Interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici ivi compresi gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche
- Adeguamento normativo di edifici pubblici esistenti (a titolo esemplificativo: sicurezza sismica, sicurezza antincendio, risparmio energetico, sicurezza sui luoghi di lavoro, eliminazione di barriere architettoniche, ecc.)
- Ristrutturazione e rifunzionalizzazione di edifici pubblici
- Nuova costruzione di edifici pubblici
B) Realizzazione e manutenzione di reti viarie e infrastrutture accessorie e funzionali alle stesse o reti telematiche di NGN e WI-FI
- interventi sulle reti viarie di competenza comunale ivi compresi gli eventuali lavori connessi a sottostanti sottoservizi (fognature, acquedotti, pubblica illuminazione, cablaggio, ecc.).
C) Salvaguardia e messa in sicurezza del territorio»
Esempi di interventi finanziabili
Gli interventi «possono riguardare, a titolo esemplificativo: regimazione idraulica, consolidamento di frane, prevenzione incendi boschivi, bonifiche ambientali, ecc.». Gli immobili, al termine dei lavori, «dovranno risultare censiti e regolarizzati secondo le vigenti norme».

Riserva per copertura territoriale
Nella convenzione si legge che «la riserva di 35 progetti è finalizzata a finanziare almeno 1 progetto per Regione/Provincia autonoma tenendo sempre conto dell'ordine cronologico di ricezione delle richieste». «Tale riserva è calcolata secondo un rapporto proporzionale tra il numero dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti di ciascuna regione/provincia autonoma ed il numero complessivo dei comuni italiani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (incidenza percentuale)».
Regioni (o province autonome) nelle quali deve essere assicurato almeno un progetto finanziato: Umbria, Valle d'Aosta, Puglia, Basilicata, Molise, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Provincia di Bolzano (totale 9).
Regioni (o province autonome) nelle quali devono essere assicurati almeno due progetti finanziati: Marche, Liguria, Sicilia, Abruzzo, Lazio, Sardegna, Veneto, Calabria, Campania, Provincia A. di Trento (totale 20)
Regioni (o province autonome) nelle quali devono essere assicurati almeno tre progetti finanziati: Piemonte, Lombardia (totale 6)
Totale Italia: 35


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