Città e Urbanistica

Torino, sprint per far ripartire la metropolitana 1 - Possibile subentro di Ghella

Maria Chiara Voci

Ad agosto è stato rescisso il contratto firmato con la cordata delle imprese Seli e Coopsette

Negli uffici di corso Siccardi, dove ha sede Infratrasporti.to, la società controllata dal Comune di Torino che ha la gestione delle infrastrutture di trasporto sul territorio municipale, si susseguono, una dopo l'altra, le riunioni. E' una corsa contro il tempo per cercare di sbloccare e risolvere lo stop forzato al cantiere del prolungamento Sud della metropolitana uno. Dopo che, ad agosto, la Srl della Città è stata costretta rescindere il contratto firmato con la cordata delle imprese Seli e Coopsette, vincitrici nel dicembre del 2011 della gara d'appalto integrato per la progettazione esecutiva e le opere civili del tratto di circa 2 chilometri che, da Lingotto, attraverso due stazioni intermedie, dovrà raggiungere piazza Bengasi, al confine con Moncalieri.

L'obiettivo di Infra-To, che ha già interpellato la Ghella di Roma, seconda classificata al bando e in passato titolare della tratta Marconi-Lingotto (oggi in servizio), è duplice: da una parte, si vorrebbe tutelare la catena dei subappalti, inducendo chi subentrerà nei lavori a utilizzare le imprese coinvolte nell'infrastruttura. Una soluzione che eviterebbe lo smontaggio e rimontaggio del cantiere. Inoltre, strettamente legato al primo punto, Infra.To sta spingendo con chi prenderà la commessa per accelerare al massimo le opere e arrivare ad aprire il collegamento con un massimo di sei mesi di ritardo rispetto al cronoprogramma, che prevedeva l'apertura al pubblico della linea entro metà del 2016.

«La decisione di rescindere ad agosto il contratto con Seli-Coopsette – spiega Giancarlo Guiati, presidente di Infra-To - è dovuta ai copiosi ritardi accumulati sulla consegna dei lavori e all'incertezza legata alle difficoltà finanziarie sia di Seli che Coopsette». Coopsette (coinvolta anche nel cantiere del grattacielo della Regione e dell'inceneritore del Gerbido) ha presentato istanza di fallimento e si trova sotto concordato preventivo. Le opere per il metrò, avviate il 30 giugno del 2012, sono proseguite a singhiozzo. Per la prima fase di spostamento dei sottoservizi e di avvio della posa delle paratie, nella stazione Bengasi e nello scalo di fine corsa di via Sestriere, ci sono voluti circa sei mesi più del preventivato. Di qui, la rottura obbligata.

«Le prossime settimane saranno decisive — precisa ancora Guiati —. Ghella ha manifestato l'interesse al subentro, adesso stiamo interloquendo per definire le condizioni a cui questo sarà possibile». Fra i punti, c'è anche il prezzo di aggiudicazione. Tra l'offerta di Ghella e quella di Seli-Coopsette c'era una differenza del 2%, su un importo appaltato di 59,9 milioni: ad oggi, sono state svolte opere per circa un 8% di questo ammontare. La differenza sarà la cifra su cui può contare l'impresa che prende in carico i lavori per portali a compimento. L'appalto integrato (che è cofinanziato da Stato, Comune e Regione) prevedeva, come opzione, anche l'allestimento delle stazioni, per un importo aggiuntivo di circa 11 milioni. Di qui chi subentra potrebbe forse ricavare margine, cercando di far coincidere la fine dei lavori strutturali con le finiture, in modo da accelerare i tempi e tagliare il traguardo senza una dilazione eccessiva.


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