Città e Urbanistica

L'Aquila, accordo con l'Abi per rendere subito disponibili gli 1,2 miliardi

A.A.

Accordo Stato-L'Aquila per risolvere il problema dei finanziamenti alla ricostruzione post-terremoto, esauriti in termini di cassa nei giorni scorsi.
Il Comune dell'Aquila avrà subito il finanziamento di un miliardo e 200 milioni per la ricostruzione post terremoto che lo Stato ha stanziato per i prossimi sei anni con il decreto legge 43/2013 (clicca qui ) grazie all'aumento dell'imposta di bollo . Lo hanno comunicato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e l'assessore comunale alla ricostruzione Piero di Stefano. I fondi saranno anticipati, come hanno sottolineato i due
amministratori, grazie ad un accordo tra un pool di banche, d'intesa con l'Abi e la Cassa depositi e prestiti. L'incontro si è svolto ieri a Roma. Se il tutto si dovesse concretizzare, ci sarebbero la copertura di spesa per gli interventi relativi al 2013 e 2014. L'anticipo garantito dal Cipe il 5 agosto scorso era solo di 385 milioni su 1.200.

«Dovevamo trovare una strada per salvare questa porzione di ricostruzione e ce l'abbiamo fatta - ha spiegato Cialente - dopo aver ottenuto 1 miliardo e 200 milioni di euro dal Governo grazie alla mobilitazione e alle proteste come la rimozione del tricolore dagli uffici comunali cittadini. Di fatto i soldi per coprire il 2013 sono terminati, virtualmente sono tutti già spesi e manca pure mezzo miliardo della Delibera Cipe 135 del dicembre 2012, ma grazie al 'giocò tirato fuori da Di Stefano
con l'Associazione bancaria italiana (Abi) siamo riusciti a salvare una fetta di ricostruzione partita alla grande e che non può assolutamente restare in sospeso».

Di Stefano ha sottolineato che «dall'incontro sono arrivate notizie molto positive. Insieme al sindaco Cialente e al direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, Paolo Aielli, con cui non c'è nessuna polemica, abbiamo ottenuto una garanzia con la Cassa depositi e prestiti e un pool di banche per cui il miliardo e duecento milioni di euro spalmato in sei anni grazie all'aumento delle imposte di bollo, viene stanziato subito. Possiamo continuare a mandare avanti i progetti di
ricostruzione del 2013 e coprire il 2014. Stavolta l'Unione Europea non può dire niente, visto che la Regione Emilia Romagna del governatore Vasco Errani ha fatto la stessa operazione».


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