Città e Urbanistica

Aler Milano, un buco da oltre 80 milioni che grava sulla nuova Alpe lombarda

Massimiliano Carbonaro

Il disavanzo dell'azienda meneghina pesa sulla trasformazione in unico organismo degli enti di edilizia residenziale locale - Regione pronta a mettere in campo un pianto triennale di rientro

L'Aler Milano non può fallire. Una regola già sentita in altre circostanze e che diventa di nuovo di attualità nonostante un buco conclamato di 80,5 milioni di euro, l'incapacità di pagare i conti più urgenti e gli stipendi e il bisogno di un intervento immediato della Regione Lombardia da 30 milioni di euro. Ma la situazione è ben più grave sia per l'ente meneghino sia per gli altri enti provinciali alla luce anche della trasformazione in un unico organismo dal nome Alpe, Agenzia lombarda pubblica edilizia.

La trasformazione dell'Azienda lombarda edilizia residenziale in un unico ente che coordini le entità territoriali provinciali non più divise in altrettante aziende autonome è stato uno dei primissimi atti della nuova Giunta guidata da Roberto Maroni. Già allora erano emerse le difficoltà di un sistema che non riusciva a far quadrare i conti. Intanto un sistema affidato a 13 governance diverse – tante erano le Aler lombarde – si mangiava ogni anno 3,5 milioni di euro solo per sostentare i diversi membri dei ripetuti organismi di controllo e gestione. Senza contare che l'intero sistema non riusciva a reggersi con le sue gambe visto che i costi di gestione resi noti ammontavano a 158 milioni di euro mentre le entrate da canone solo a 128 milioni. Un disavanzo complessivo di 30 milioni di euro aggravatosi in seguito alla botta dell'Imu che ha comportato un aumento di circa il 20% delle spese di gestione. Ma una volta che si è insediato il collegio commissariale che dovrà guidare la trasformazione in Alpe è saltato fuori che lo sbilancio nei conti dell'Aler di Milano (con un patrimonio pari ad oltre 99mila alloggi di proprietà o in gestione) è quantificabile in 80,5 milioni di euro. "Sulla base dei primi dati – ha spiegato Maroni – la previsione di questo sbilancio sarà crescente a partire dal prossimo mese di settembre, assumendo un carattere particolarmente acuto, nel successivo mese di dicembre". Ad incidere particolarmente la morosità sul pagamento dei canoni che in termini di mancato incasso per il 2012 si è tradotta in 52,7 milioni di euro e l'Imu che ha comportato per l'anno passato una spesa imprevista di 13,3 milioni. "Le rilevazioni – ha continuato il presidente della Regione – evidenziano elementi di criticità collegabili al crescente peso delle partecipate e alle garanzie loro prestate, all'esposizione debitoria, ai costi amministrativi e generali, alla pianta organica". Secondo l'analisi fornita dall'assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paola Bulbarelli l'esposizione debitoria dell'Aler con le sue partecipate è ben più grave e oltrepassa la soglia di 343 milioni per mutui residui: "A questo si debbono aggiungere – ha spiegato la Bulbarelli – spese in termini di perdite di personale distaccato, di esposizione debitoria e di garanzie prestate per altri per 174 milioni di euro. Ma l'Aler di Milano non può fallire, perché dà risposte al ceto sociale più bisognoso".
Per salvare l'ente meneghino la Regione sta mettendo in campo un piano triennale di rientro e per cominciare 30 milioni di euro per assicurare gli stipendi e la continuità gestionale, ma interverrà una due diligence per fare piena luce sulla situazione finanziaria ed è già stata avviata la procedura di selezione della società di revisione contabile. Rimane però il problema sollevato dalla stessa Bulbarelli perché non si sono mossi prima e si è lasciata gonfiare la situazione fino alla soglia attuale. E c'è da chiedersi come sia la situazione finanziaria delle altre Aler e cosa scopriranno i commissari rivoltando i loro conti come un calzino.


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