Città e Urbanistica

Sempre bloccato il maxi programma di 555 alloggi a Pietralata - Piano città ancora in stand by

Giulia Del Re

Roma piange. Da anni in attesa che possano concretizzarsi progetti avviati anche da un decennio, la Capitale è costretta ad assistere al continuo rinvio di programmi urbanistici. È così per l'edilizia privata (basti pensare che in Campidoglio ci sono 600 pratiche ferme), è così per le grandi infrastrutture (sulla Roma Latina si annuncia l'inizio lavori da almeno 3 anni), ed è così anche per l'attuazione dei programmi di housing sociale: pochi mesi fa l'Assemblea capitolina ha dato il via libera allo schema di convenzione tipo per l'attuazione dei Piani di zona ad edilizia residenziale pubblica, 6.000 alloggi residui del II Peep.

Sembrava che i lavori dovessero partire il giorno dopo, invece, i convenzionamenti con imprese e cooperative non sono ancora neppure iniziati. Stesso destino per il bando F555 per la realizzazione di 555 alloggi a canone concordato a Pietralata: bloccato da un duello giudiziario tra primo e secondo classificato che, se tutto va bene, potrà concludersi con la sentenza del Consiglio di Stato attesa entro la fine dell'estate.

Il bando F555 di Pietralata. La gara, pubblicata nell'estate del 2010, puntava ad intercettare un promotore privato per la realizzazione di 555 unità abitative attraverso un mix di alloggi popolari, alloggi da vendere sul libero mercato, a un prezzo convenzionato oppure da riscattare tra il 16° e il 25° anno. In cambio di un investimento complessivo stimato in 69 milioni di euro, il Campidoglio cedeva al privato un terreno di 7,3 ettari per un totale del volume edificabile di circa 120 mila metri cubi a uso residenziale più 5 mila a uso commerciale. A fine 2011, il Campidoglio individua nella Stile Costruzioni del noto costruttore romano Luigi Rebecchini l'aggiudicatario provvisorio: insorge la Pessina costruzioni di Milano, che convinta che il suo progetto sia migliore, ricorre al Tar, che gli dà ragione capovolgendo la decisione del Campidoglio. Il duello giudiziario prosegue con un ricorso al Consiglio di Stato che si pronuncerà con una sentenza di merito entro la fine dell'estate.

Piani di zona 167. L'antica vicenda dell'attuazione dei Piani di zona residui dal II Peep a Roma sembrava essere arrivata al traguardo definitivo lo scorso inverno, quando l'assemblea capitolina ha approvato la delibera 58/2012 con cui è stato definito lo schema di convenzione per la concessione in diritto di superficie e per la realizzazione delle opere pubbliche destinate all'urbanizzazione dei Piani. Ora la convenzione è pronta, ma nessuna tra le imprese e le cooperative coinvolte è andata a firmarla. Da una parte, l'insediamento della nuova Giunta comunale ha rallentato le già lente procedure negli uffici, dall'altra, voci tra i costruttori romani fanno sapere che la formula stabilita per la realizzazione di alloggi da affittare a canone concordato non sarebbe finanziariamente sostenibile: i Fondi immobiliari, ai quali i costruttori trasferiscono gli alloggi dopo averli realizzati, non acquistano immobili da affittare a canone concordato per un periodo superiore a dieci anni mentre il vincolo richiesto dal Campidoglio è superiore. Mentre si attende la realizzazione di 6.000 alloggi a canone concordato e altri 3.000 da vendere sul mercato, il neo presidente dell'Acer Riccardo Bianchi lancia l'allarme: «L'housing è un'emergenza nella nostra città. Cinque anni fa il fabbisogno è stato stimato da Roma Capitale in 26.000 alloggi e nessuna risposta è stata data. Regione Lazio e Roma Capitale lavorino insieme affinché si creino le condizioni per l'attuazione dei Piani di zona».

Piano città. Il Campidoglio non ha ancora sottoscritto l'accordo per il "Contratto di Valorizzazione Urbana", primo passo della procedura che dovrebbe portare allo sblocco di ulteriori fondi che arrivano dal ministero delle Infrastrutture. Nel dettaglio, a Roma sono stati approvati nell'ambito del Piano città finanziamenti per 12,96 milioni di euro (a fronte dei 113 milioni di euro che la Capitale aveva chiesto per le opere connesse alla riqualificazione di Pietralata). Queste risorse saranno messe a disposizione della realizzazione di 7 opere scelte dal Campidoglio per il loro stato avanzato di progettazione. Tra queste, la creazione di una piazza e un giardino della Rambla (4,953 milioni di euro), la costruzione di un Centro di eccellenza servizi per diversamente abili (2,52 milioni di euro), la trasformazione di un padiglione scolastico in commissariato di Polizia (800mila euro).

Edilizia privata. Se sul fronte degli interventi pubblici la situazione a Roma è bloccata, non si può dire che sul fronte privato lo scenario sia migliore. Come ha recentemente fatto sapere l'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo, «abbiamo circa 600 pratiche di permessi a costruire già istruite ma ferme negli uffici, perché non vengono ritirate dalle imprese a causa sia del mercato che non accoglie sia perché il sistema creditizio non consente alle imprese di acquisire risorse per pagare gli oneri». Per sbloccare questa situazione di stallo, come ha fatto sapere Caudo, «stiamo cercando di mettere in piedi alcune iniziative per far leva sul sistema bancario e capire come aiutare questo comparto».


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