Città e Urbanistica

Vicenza, recupero urbano con permuta per l'ex carcere San Biagio

Alessandro Arona

Accordo Demanio-Comune, bando in vista: il privato dovrà ristrutturare il complesso per ampliare l'aechivio di Stato, in cambio immobili su cui realizzare residenze, terziario, commercio

Dal Piano Città alll'accordo con l'Agenzia del Demanio: il Comune di Vicenza aveva mancato di pochi punti, nel gennaio scorso, l'obiettivo di ottenere finanziamenti statali per riqualificare il complesso monumentale ex carceri di San Biagio (un'area del centro storico oggi abbandonata e degradata), ma ora l'operazione potrebbe riuscire grazie all'accordo firmato oggi tra il Comune e l'Agenzia del Demanio.
Ci sarà una doppia permuta, di immobili tra il Comune e il Demanio, e di immobili in cambio di lavori con un'operatore privato che sarà individuato tramite gara: il privato dovrà ristrutturare parte del complesso monumentale ex carceri (quella ceduta al Demanio), per un valore di lavori di circa 6,7 milioni di euro, per realizzare il nuovo archivio di Stato, e in cambio riceverà in proprietà una parte meno storicamente pregiata, ma sempre in centro storico, per farne residenze, edifici per terziario, spazi commerciali.

L'ACCORDO
L'Agenzia del Demanio, il Comune di Vicenza e la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto hanno firmato oggi un Accordo di Programma che consentirà di recuperare e restituire alla fruizione pubblica il Complesso Conventuale, le ex Carceri e l'area San Biagio per realizzare la nuova sede dell'Archivio di Stato di Vicenza e nuovi insediamenti residenziali, direzionali e commerciali.
L'accordo è il risultato della convergenza di interessi tra Comune di Vicenza e Ministero per i beni culturali, che, con l'Agenzia del Demanio, intende realizzare a S. Biagio una nuova sede dell'Archivio di Stato, dove verrà conservata la parte nobile del patrimonio documentario. Il Comune, dal canto suo, ha condiviso l'obiettivo del Ministero per due motivi: per il risultato culturale di recupero del bene e per la realizzazione di insediamenti residenziali, direzionali, commerciali e di artigianato che daranno vitalità ad un'area che oggi è in una situazione di marginalità.

L'OPERAZIONE
L'Accordo prevede la realizzazione di una permuta tra lo Stato e il Comune di Vicenza di due porzioni dello storico compendio, consentendo di razionalizzare l'utilizzo degli spazi dell'immobile. In particolare, la porzione ceduta dal Comune all'Agenzia del Demanio verrà destinata a nuova sede dell'Archivio di Stato, attualmente situato in un immobile in locazione passiva (affitto), consentendo di generare un notevole risparmio di spesa a carico dello Stato. Il Comune, dal canto suo, potrà far realizzare nella porzione acquisita insediamenti residenziali, direzionali, commerciali e di artigianato che daranno vitalità ad un'area che oggi è in una situazione di marginalità.

Secondo quanto previsto dall'Accordo, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, al fine di recuperare le risorse necessarie al restauro della porzione destinata ad Archivio di Stato, potrà bandire la gara d'appalto per il recupero del bene, il cui prezzo sarà pagato al soggetto aggiudicatario tramite il trasferimento in proprietà di una restante porzione del bene (di più recente edificazione) nella quale, con un piano attuativo, potranno essere ricavate residenze, attività commerciali e terziarie.

L'operazione del valore di circa 6,7 milioni di euro di rivitalizzazione dell'"Area San Biagio Aim - ex carceri - complesso conventuale", già prevista nella pianificazione urbanistica dell'amministrazione comunale, è stata l'anno scorso proposta per un cofinanziamento al Ministero delle infrastrutture nell'ambito del Piano nazionale per le città. Il progetto mancò di poco il contributo statale ed è ora ai primi posti, in attesa del finanziamento promesso dal Governo con una nuova trance del Piano Città. L'obiettivo è infatti rimasto quello di ricucire il centro storico attraverso contrà Porti e contrà San Marco con l'argine del fiume e corso Fogazzaro. Nel contempo, la riqualificazione dell'ambito permetterà, in futuro, la migliore valorizzazione della palazzina comunale "ex Aci" attualmente sede di uffici comunali, e del complesso in cui ora ha sede Aim Vicenza.

IL COMMENTO DEL SINDACO
«Oggi è una giornata estremamente importate – ha dichiarato il sindaco di Vicenza, Achille Variati – perché pone le basi per la riqualificazione di un'area straordinaria della città, che attualmente versa in uno stato di degrado. Si tratta peraltro di un accordo di programma assolutamente innovativo, perché Stato e Comune si sono messi d'accordo su alcune permute, che tutelano l'area dal punto di vista storico, artistico e culturale, e soprattutto è un accordo di buon senso perché sarà appetibile per il mercato immobiliare, per volumetrie e destinazioni d'uso a fronte del soddisfacimento di un bisogno pubblico. L'operazione, pensata tre anni fa, ha un valore di circa 14 milioni di euro in tutto, ma, senza svendere, dovrà essere aggiornata al ribasso per il cambiamento in negativo del mercato immobiliare. Infine il Ministero ha trovato le risorse per l'elaborazione di un progetto preliminare che interessa tutta l'area, statale e comunale».

IL COMMENTO DEL MINISTERO
«Con queste operazione - commenta Ugo Soragni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto in rappresentanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - si soddisfano più esigenze: la riqualificazione di un pezzo del centro storico della città e l'assegnazione di una sede appropriata all'archivio di Stato, tagliando così i costi dell'affitto dell'attuale sede a Borgo Casale. Una parte del complesso verrà destinata a sede dell'archivio e a deposito dei fondi archivistici di maggior pregio, in sostanza quelli fino all'Unità d'Italia. Inoltre realizzeremo questa sede dell'archivio senza alcun onere per l'amministrazione pubblica, perché sarà la prima volta che un'amministrazione dello Stato opera corrispondendo agli appaltatori immobili anziché somme di denaro. Senza questa formula non avremmo potuto assolutamente procedere perché risorse non ci sono». «Ci sono stati dei rallentamenti nell'iter – ha infine spiegato Allegroni – perché la 'spending review' aveva bloccato gli acquisti da parte della Pubblica Amministrazione, con il blocco perfino delle permute. In realtà una norma interpretativa ha alla fine consentito di superare questa limitazione».


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