Città e Urbanistica

Milano, linee guida per opere di urbanizzazione e servizi pubblici

Massimiliano Carbonaro

L'assessore De Cesaris: Questo provvedimento spinge gli operatori a presentare progetti più definiti

Un po' d'ordine era necessario e il Comune di Milano è riuscito a farlo, ma probabilmente non è abbastanza: nei giorni scorsi l'amministrazione meneghina ha approvato le linee guide per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e dei servizi pubblici. Ma alcune critiche sono infatti arrivate dall'Ance-Assimpredil e dall'Ordine degli architetti.
Il testo arriva al momento giusto perché il Comune di Milano dopo essere giunto alla approvazione definitiva del suo nuovo strumento urbanistico, il Piano del Governo del Territorio, nel 2012 guarda con speranza alla fine della crisi. Ma rappresenta anche un passaggio necessario previsto dalla legge urbanistica lombarda, la 12 del 2005, oltre che un bisogno manifestato da più parti.
Come sottolinea infatti il presidente dell'associazione che raccoglie i costruttori, Claudio De Albertis: «È il tentativo di mettere in fila le incredibili procedure – ha commentato – che si sono suddivise tra mille competenze. Il percorso è mostruoso e probabilmente questo è l'unico passo che si poteva fare. Anche se ci sarebbe bisogno della rivisitazione complessiva della macchina comunale, ma almeno è stata data chiarezza agli operatori».

Nel riordino della materia alcuni punti risultano però critici secondo gli operatori e i professionisti meneghini. Intanto le linee guida chiariscono che nel caso dei piani attuativi o nella richiesta di titoli abilitativi bisogna arrivare alla firma della convenzione con il progetto definitivo. Su questo fronte però l'ordine degli architetti rileva delle problematicità. «Legare l'elaborazione del progetto definitivo alla firma della convenzione – commenta Marco Engel, vice presidente dell'Ordine degli architetti di Milano – lascia poche garanzie perché significa che il piano attuativo entra per l'approvazione del consiglio sulla base del preliminare con prospettive economiche che non sono ancora ben chiare perché il progetto preliminare può essere tante cose». Poi per quanto riguarda la valutazione economica dei progetti delle opere di urbanizzazione (anche di quelle ammesse a scomputo) occorre fare riferimento al listino comunale dei prezzi con l'applicazione quindi di uno sconto del 12% dell'importo allegato al progetto definitivo.

«Dove ci siamo scontrati con l'amministrazione è sul fronte della valutazione delle opere fatta in base al bollettino comunale – ha aggiunto De Albertis – in particolare sullo sconto abbiamo fatto presente che finisce a carico dell'operatore ogni eventuale incremento dell'opera, oltre al fatto che le spese tecniche sono a carico dell'operatore e non riconosciute. In pratica lo sconto a cui si è giunti, che per noi è eccessivo, è comunque frutto di un compromesso».

Senza contare – cosa ampiamente sottolineata da Engel – che i costi di progettazione non vengono considerati all'interno del valore delle opere a scomputo comprimendo ulteriormente lo spazio economico della progettazione che è completamente a carico dell'operatore.
Importante per l'amministrazione la definizione grazie alle Linee guida di un preciso cronoprogramma che garantisce che le opere di urbanizzazione saranno ultimate in maniera prioritaria rispetto al resto degli interventi: «In ogni intervento urbanistico – ha dichiarato il vicesindaco con delega all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris – le procedure della parte pubblica e di quella privata devono avanzare contemporaneamente, gestite e scandite da un crono-programma predefinito e le opere pubbliche devono avere la precedenza rispetto a quelle private. Questo provvedimento, inoltre, spinge gli operatori a presentare progetti più definiti. In questo modo l'Amministrazione comunale limita il rischio che la spesa di un progetto possa aumentare eccessivamente rispetto alle previsioni».

IL TESTO DELLE LINEE GUIDA


© RIPRODUZIONE RISERVATA