Città e Urbanistica

Sostituzione o espansione edilizia, il modello che divide Roma

Massimo Frontera

Roma va alle urne per rinnovare l'amministrazione capitolina, dopo il mandato di Gianni Alemanno, che si ripresenta

Un comparto immobiliare bloccato, un'economia delle costruzioni in agonia, un fabbisogno abitativo non soddisfatto, un piano regolatore ancora largamente inattuato, una visione della città tutta da trovare e – per finire – molte promesse, nuove o meno nuove, rimaste tali, dal waterfront del lido di Ostia alle centralità, dal mega progetto di sostituzione urbana del comparto di edilizia popolare di Tor Bella Monaca, ai grandi progetti di architettura degni di una Capitale, alla trasformazione dell'area della vecchia Fiera.

Il nuovo sindaco di Roma dovrà ripartire da qui, dopo i quattro anni di gestione di Gianni Alemanno, che in campagna elettorale ha promesso – se rieletto – di far approvare nei primi 100 giorni 106 delibere urbanistiche in lista d'attesa in consiglio comunale.
Ovviamente il programma del sindaco uscente è all'insegna della continuità e, se possibile, del rilancio sui grandi progetti, da Tor Bella Monaca alle grandi opere pubbliche come il completamento della linea C della metropolitana (che avanza per stralci in funzione dei pochi finanziamenti pubblici che si riescono a trovare nei bilanci statali, oltre che regionale e comunale), l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino e il completamento dell'anello ferroviario.
Sui temi più strettamente urbanistici il sindaco uscente ha lanciato in campagna elettorale la revisione del piano regolatore (che ha ricevuto in dote nel 2008 dal suo predecessore, appena approvato). Alemanno propone invece uno strumento a doppio livello: piano strutturale e piano operativo, rivedendo di conseguenza anche le attuali norme tecniche vigenti.
Vòlano più basso gli sfidanti di Alemanno, che nei loro programmi ci tengono a sottolineare una differenza di "visione".

Lo sfidante più quotato – Ignazio Marino – punta sulla salvaguardia del territorio, sulla manutenzione urbana, e frena invece sull'espansione edilizia di Roma.
Le parole d'ordine che ricorrono nel suo programma sono «riuso, densificazione, sostituzione». Invece di rottamare il Prg, Marino intende recuperare gli strumenti urbanistici già previsti per attuare le trasformazioni, come i Print, per esempio «di cui bisognerà facilitare la formazione e l'attuazione, partendo dalle prime esperienze già in corso».

È all'interno di queste operazioni di riqualificazioni urbane che si potranno ricavare gli alloggi sociali per rispondere alla domanda abitativa. «Densificare non è un tabù – si legge nel programma di Marino –. Promuoveremo la qualità architettonica e urbanistica degli interventi perché non vogliamo rischiare di riproporre forme urbane stereotipate». Il potenziamento del trasporto pubblico, soprattutto su ferro, è l'altro chiodo fisso di Marino, per scoraggiare l'uso dell'auto.

Anche il candidato del movimento 5 stelle, Marcello De Vito, individua come prioritario lo stop al consumo del suolo, evitando nuove iniziative di espansione. La valorizzazione del mezzo pubblico è presente anche nel programma del candidato del M5S.

Difficile capire cosa ne pensa Alfio Marchini sui temi dell'urbanistica e dell'edilizia, visto che si presenta alle urne senza un programma.

Scarica i programmi elettorali dei principali candidati a sindaco di Roma (link )


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