Città e Urbanistica

Crisi edilizia, i costruttori: «Enti pubblici, comprate alloggi invenduti»

«L'edilizia, settore trainante dell'economia, si trova in una fase di grave crisi, peggiore di quanto si possa immaginare. In tale contesto di stallo, ecco la nostra idea: un "patto" che possa stimolare la compravendita di case, attualmente ferma. Come? Le nostre imprese sono disponibili a vendere i numerosi alloggi costruiti e mai venduti - pari a circa 3mila nell'Astigiano - a qualunque Ente pubblico abbia la liquidità per farlo. In questo modo si potrebbe dare una risposta, ad esempio, al disagio abitativo, e al contempo consentire alle imprese in difficoltà di respirare, vendendo quegli alloggi che rappresentano per loro solo un costo». È la proposta avanzata da Luciano Mascarino, presidente del Gruppo costruttori edili dell'Unione industriale di Asti, appartenente all'Ance. L'occasione è stata la conferenza stampa promossa nei giorni scorsi dal Gruppo insieme a Cna e Confartigianato, uniti per sensibilizzare l'opinione pubblica, le autorità e gli amministratori sulla grave crisi che attanaglia il settore delle costruzioni, avanzando richieste precise al mondo della politica.
Il quadro generale emerso è quello di un settore che, per via dell'indotto che muove (dall'arredo all'impiantistica), fa da traino per l'intera economia, per cui va fatto ripartire se si vuole garantire la ripresa della crescita in Italia. Attualmente è in una situazione di stallo: le compravendite sono ferme, i lavori pubblici bloccati dal Patto di stabilità che impedisce ai Comuni di spendere, il patrimonio immobiliare invenduto è ingente, le imprese che chiudono continuano ad aumentare, con effetto negativo "a cascata" sull'occupazione. Per rendersene conto basta dare uno sguardo ai dati provinciali diramati nel corso della conferenza stampa. Gli indicatori statistici disponibili e le valutazioni delle imprese evidenziano un contesto negativo per il settore, caratterizzato nel 2012 da cali produttivi più elevati rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno. In particolare, tra il 2008 e il 2012, il numero delle ore di cassa integrazione autorizzate in questo settore in provincia di Asti è più che raddoppiato, passando da circa 80mila ad oltre 195mila.
Molto pesanti, poi, gli effetti sull'occupazione. Secondo i dati della Cassa edile provinciale, tra il picco del quarto trimestre 2008 e il quarto trimestre 2012 le costruzioni hanno perso quasi 700 occupati e 130 imprese, pari ad una flessione in termini percentuali di oltre il 25% per i primi e del 18% per le seconde.


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