Città e Urbanistica

L'Aquila, lettera del sindaco Cialente: «Mai arrivati i soldi Cipe di dicembre 2012»

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente (Pd) lancia l'allarme: «I fondi deliberati dal Cipe a dicembre 2012, 985 milioni di euro, non sono mai stati messi effettivamente a nostra disposizione. E comunque manca un altro miliardo di euro per quest'anno per rispettare il nostro cronoprogramma per la ricostruzione».

In una lunga lettera al presidente della Repubblica, in cui ha annunciato la restituzione della
fascia tricolore, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, scrive tra l'altro: «Ci é sempre stato detto che avremmo potuto contare, come Comune dell'Aquila, sui 985 milioni di euro della delibera Cipe n.135 del dicembre 2012. Questi soldi di cui solo una parte di cassa, ad oggi, 6 maggio 2013, ancora non arrivano».

«Lo Stato - si legge ancora nella missiva - inteso come un sistema che dovrebbe essere capace
di farsi carico realmente in scienza e coscienza, delle necessità reali, sta affrontando la vicenda aquilana con un atteggiamento burocratico di esasperata lentezza che nasconde l'assoluta mancanza di solidarietà e di rispetto istituzionale, l'assoluto disinteresse al destino delle
Istituzioni locali, ma soprattutto dei cittadini aquilani, riparandosi nella giustificazione di fredde ed insensibili procedure burocratiche».

«Come Sindaco, mi sento umiliato - confessa Cialente - Umiliato nel dover telefonare a funzionari vari, dovendo ogni volta spiegare l'emergenza aquilana, la necessità di ricevere i finanziamenti. Mi sento umiliato di ricevere la risposta "Abbiamo bisogno dei nostri tempi". Umiliato nel dover spiegare che affinché L'Aquila non muoia c'é immediatamente bisogno di un decreto che con un meccanismo di Cassa depositi e prestiti, finanzi un altro miliardo per rispettare il nostro cronoprogramma».

«Io, Noi, non ce la facciamo più - urla tra le righé il Primo cittadino - Non so più come spiegare che in questi mesi, gli unici nei quali all'Aquila si può lavorare nell'edilizia, prima che torni il gelo del nostro inverno, migliaia di cantieri non possono partire. Stiamo perdendo un altro anno. La rabbia é tanta - prosegue - Nuovamente ieri ho subito un'aggressione, dapprima verbale e poi fisica, da parte di un gruppo di giovani disoccupati e senza casa. Fortunatamente sono stato difeso da altri cittadini». «Lo Stato ci costringe a riconoscerci solo nella bandiera della
Città, nero verde, colori che nel 1703 sostituirono il bianco ed il rosso - sempre Cialente - Dopo il terremoto del 1703 gli aquilani scelsero il nero del lutto ed il verde della speranza. Oggi, se dovesse continuare così, ci si costringerà a togliere anche il verde. Da oggi - conclude il
Sindaco - non indosserò più la fascia tricolore ed ammainerò il tricolore da tutti gli edifici pubblici
comunali».

Cialente ha fatto recapitare la missiva anche al Presidente del Consiglio dei Ministri; ai Ministri dell'Economia, della Coesione territoriale, dello Sviluppo economico, per i Beni culturali e dell'Interno; al Presidente della Corte dei Conti; al Direttore generale del Mise ed al
collega del Mef.


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