Città e Urbanistica

Roma, con il Print parte il recupero di Pietralata

Giulia Del Re

Il piano prevede che le abitazioni e le attività industriali attualmente presenti sul territorio vengano parzialmente demolite e ricostruite sfruttano un premio cubature del 30%

Il Campidoglio adotta il programma di assetto urbanistico definitivo per la realizzazione del Print (Programma integrato della città da riprogettare) di Pietralata. E fa un passo avanti nella complessa operazione di riqualificazione di un intero quartiere, alle spalle della stazione Tiburtina, che recentemente è anche stato scelto dal Governo come uno dei progetti aggiudicatari di un finanziamento statale nell'ambito del Piano città.

Il Print è solo uno dei programmi destinati a cambiare il volto di Pietralata (l'operazione non fa parte degli interventi finanziati dal Piano città) e prevede, tramite fondi privati stanziati direttamente dai residenti del quartiere e quantificati dall'amministrazione comunale in 180 milioni di euro, la demolizione e ricostruzione di 25 ettari di territorio e la realizzazione di nuovi servizi, residenze, infrastrutture e verde pubblico attrezzato.

L'Assemblea capitolina, ieri sera, ha dato l'ok al programma urbanistico per il recupero di Pietralata - «programma già previsto dal Piano regolatore generale», ha sottolineato il presidente della commissione Urbanistica Marco Di Cosimo – avviando l'iter per la sua realizzazione. Entro un paio di mesi, dovrà essere approvato il progetto definitivo di riassetto del quartiere. Dopodiché, si aprirà la Conferenza dei servizi sulle opere pubbliche da realizzare e, nel giro di un anno, i lavori di riqualificazione potranno decollare.

«Con il Print di Pietralata - aggiunge Giulio Natalucci, Direttore dell'Isveur - si concretizza dopo un decennio il primo programma integrato di riqualificazione urbana, una leva determinante per rilanciare non solo le infrastrutture ma anche il territorio. Il rilancio di Pietralata ha visto infatti l'Isveur, in qualità di coordinatore del progetto, fungere da cerniera tra cittadini e imprese e proprio in quest'ottica abbiamo accolto le istanze dei residenti, anche attraverso le richieste formulate durante le assemblee pubbliche, e concretizzato l'impiego delle risorse dei privati».
Riuniti in consorzio, i privati si sono organizzati per investire 180 milioni di euro circa che dovrebbero esprimere 57 milioni di euro di oneri concessori da destinare al una trentina di opere pubbliche (vai alla lista delle opere pubbliche previste ).

L'operazione prevede che le abitazioni e le attività industriali attualmente presenti sul territorio vengano parzialmente demolite e ricostruite sfruttano un premio cubature del 30%. Il programma complessivo sarà articolato in una Sul di 121.540,09 mq, di cui oltre 88mila mq di residenziale e 23mila per servizi. Tra le altre cose, saranno riqualificate varie arterie viarie tra cui via di Pietralata, saranno realizzati parcheggi pubblici, un nuovo teatro, una piazza, verde attrezzato, un nuovo mercato comunale e 80 alloggi di housing sociale. La storia del Print di Pietralata non è sola a Roma, sebbene sia quella in più avanzato stato attuativo: il Piano regolatore capitolino prevede di utilizzare questo strumento per la riqualificazione di decine di quartieri sorti abusivamente negli anni '60, incentivando i privati a ristrutturare le loro attività beneficiando di premi cubatura e unendosi in consorzio per fissare la realizzazione comune di opere pubbliche.

Nel caso di Pietralata, il Campidoglio pubblicò un apposito bando nel 2006 dal quale vennero selezionate una trentina di proposte giudicate ammissibili. I proponenti, poi, in parte si sono riuniti in consorzio su iniziativa dell'Isveur che ha coordinato il procedimento partecipato necessario a definire le infrastrutture e i servizi che saranno costruiti nell'area. Le proposte per la realizzazione delle varie opere pubbliche, in parte avanzate dagli stessi residenti, sono state poi raccolte dal municipio, selezionate e inserite nel progetto di riqualificazione complessivo.

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