Città e Urbanistica

«Concorsone» in Abruzzo, così i precari di Cialente sono stati sostituiti dai dipendenti a tempo indeterminato di Barca

Alessandro Arona

Assunte 300 persone, di cui 40 ingegneri, 24 architetti, 6 geometri e 2 geologi. Hanno sostituito le 500 unità a chiamata dirette scelte dai Comuni

In soli cinque mesi, da quando il Ministro della Coesione Fabrizio Barca ha lanciato per il post-terremoto in Abruzzo la maxi selezione ad evidenza pubblica (14 concorsi per altrettanti profili), gli oltre 500 precari degli uffici ricostruzione dell'Aquila e degli altri 56 Comuni del cratere sismico, impiegati in questi anni per chiamata diretta, si sono trasformati in 300 unità di dipendenti a tempo indeterminato per la ricostruzione della città dell'Aquila e dei 56 Comuni del cratere, da impiegare in parte presso gli uffici del Ministero Infrastrutture e Trasporti (100 unità) e in parte in quelli degli Enti Locali (200 unità) coinvolti nel sisma del 6 aprile 2009.
Nel campo delle professioni tecniche sono stati selezionati 40 ingegneri, 24 architetti, 6 geometri e 2 geologi.
In 5 mesi e 3 giorni (11 settembre 2012 pubblicazione del bando – 14 febbraio 2013 approvazione delle ultime 2 graduatorie), sono state selezionate 36.726 candidature presentate da un totale di 17.042 persone, per arrivare a 1.730 idonei, tra cui i 300 vincitori.
La selezione è stata guidata dalla Commissione Interministeriale RIPAM, presieduta dal Capo Dipartimento del DFP Antonio Naddeo.

I vincitori sono giovani (età media 34 anni), con una maggioranza di donne (165 su 300). Buona la performance di coloro che hanno già operato nelle amministrazioni per la ricostruzione, che sono 151 (50,3%). I residenti in Abruzzo sono 185 (61,6%), mentre l'11% proviene dal Centro e Nord Italia e il 27,3% dal Sud. Cinque sono nati all'estero (3 in Germania, 1 in Inghilterra, 1 in Venezuela). Il vincitore più giovane ha 23 anni, il più anziano 52.

LA VICENDA DEI PRECARI

Quando il Ministro Barca ha ricevuto la delega da Monti di occuparsi dell'Abruzzo (affiancato dal capo di Gabinetto Aldo Mancurti), la ricostruzione era abbastanza bloccata. In parte per i conflitti tra il commissario Gianni Chiodi e il Comune dell'Aquila sul piano del centro storico, in parte per la disattenzione del governo Berlusconi (dopo la fase dell'emergenza gestita da Bertolaso), ma in parte anche per il caos organizzativo in cui versavano gli uffici per la ricostruzione del Comune dell'Aquila e degli altri 56 centri minori.
Il personale era molto numeroso, oltre 500 persone scelte dai Comuni per chiamata diretta, impiegate con contratti a termine o a progetto, ma - sostengono dallo staff di Barca - in strutture completamente disorganizzate e prive di archivi informatici per la gestione delle pratiche della ricostruzione. Oltre a questi 500, c'erano i circa 40 tecnici della Struttura di Missione di Gaetano Fontana, con il compito di affiancare il Commissario Chiodi.
Con un emendamento presentato a luglio al decreto legge Sviluppo 83/2012, il Ministro Barca ha deciso la chiusura della fase commissariale dal 1° settembre 2012, con la chiusura anche della Stm di Fontana e degli uffici ricostruzione dei Comuni, e il passaggio di tutte le competenze ai Comuni e a due nuove strutture tecniche, una per L'Aquila e una per gli altri Comuni.
Subito si sono scatenate le pressioni dei 500 precari, appoggiati dai Comuni, per essere assorbiti nelle nuove strutture, anche continuando con contratti non a tempo indeterminato. Ma Il Ministro Barca ha imposto lo strumento del concorso, con i 14 bandi (uno per qualifica) pubblicati l'11 settembre scorso.

LE NUOVE STRUTTURE

Dei 300 assunti a tempo indeterminato, 200 andranno a costituire i due uffici speciali per la ricostruzione, 128 per quello dell'Aquila e 72 per quello degli altri 56 Comuni. Gli altri 100 saranno invece assunti dal Ministero delle Infrastrutture, creando una nuova struttura permanente di supporto alle amministrazioni locali nelle fasi di ricostruzione post-calamità. «Abbiamo la Protezione Civile - spiegano alla staff del Ministro Barca - ma non esisteva una struttura statale permanente che assista i territori nella fase di ricostruzione, per esaminare i progetti, per organizzare gli uffici, per fare i piani di ricostruzione. Per ora questi 100 lavoreranno all'Aquila, ma se ci saranno altre emergenze verranno spostati secondo le necessità».
Circa l'opportunità (o meno) di assumere a tempo indeterminato anche gli altri 200, i collaboratori di Barca ragionano sul fatto che «la ricostruzione all'Aquila durerà 15 anni, difficile pensare di non assumerli a tempo indeterminato. Anche perché abbiamo voluto una selezione basata sulla qualità e sul merito».

I 300, LA PROVENIENZA

Da dove "vengono" i 300 vincitori del concorsone? Dunque: 151 vengono dal gruppone dei 500 precari (cioè lavoravano negli uffici ricostruzione smantellati), il che significa che gli altri 350 precari hanno perso il lavoro. Tutti (o quasi) i 40 della Struttura di Fontana hanno passato il concorso. Infine 110 unità sono "new entry", molti provenienti da fuori Abruzzo.


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