Città e Urbanistica

Torino trasferisce il diritto di superficie dell'ex Westinghouse

Maria Chiara Voci

Prevista la realizzazione di 16.500 mq per la costruzione di un centro congressuale e 9mila mq per strutture di ricerca, residenze universitarie, strutture ricettive

Il sogno di realizzare la grande biblioteca ideata per Torino da Mario Bellini, progetto che valeva oltre 200 milioni d'investimento, è ormai sfumato da tempo. Ora la Città di Torino cerca però nuove opportunità, per riconvertire l'area che era deputata al maxi-progetto, in via Pier Carlo Boggio e dove un tempo sorgevano gli stabilimenti della ex Westinghouse.

La Giunta Fassino, dopo aver ricevuto a dicembre una manifestazione formale d'interesse per la trasformazione dell'area da parte della Ream Sgr (società di gestione del risparmio partecipata da più fondazioni piemontesi, fra cui Crt), ha annunciato ieri che a breve pubblicherà un avviso pubblico di manifestazione d'interesse per identificare un soggetto unico, cui trasferire il diritto di superficie.

«Il soggetto proponente – spiegano i tecnici della Direzione Urbanistica - dovrà presentare soluzioni progettuali per riconvertire l'intero spazio, che ammonta a circa 34mila mq di Slp. Se sarà individuato un piano che corrisponde alle previsioni di piano regolatore e all'interesse della città, si passerà a una seconda fase per il trasferimento del diritto di superficie per 99 anni».

Da Prg al posto dell'ex fabbrica, che sorge sulla Spina Due e a due passi dalle ex Officine Grandi Riparazioni, è prevista la realizzazione di 16.500 mq per la costruzione di un centro congressuale e 9mila mq per strutture di ricerca, residenze universitarie, strutture ricettive. Fra la proposta avanzata dalla Ream, c'era anche l'interesse a insediare uno spazio commerciale (si parla di un possibile sbarco Esselunga): il Comune, tuttavia, specifica che le destinazioni accessorie di commerciale e servizi dovranno restare entro il limite del 25% della superficie. Il soggetto vincitore del bando dovrà anche garantire la gestione del centro congressuale e di tutte le attività connesse.

Sulle cifre in ballo, gli uffici dell'Urbanistica al momento non fanno previsioni e non si sbottonano. Specificando, peraltro, che «l'approvazione del trasferimento del diritto di superficie dovrà essere sottoposta al Consiglio comunale». Prima dell'aggiudicazione, dovranno inoltre essere presi in considerazione la compatibilità con il raddoppio dell'Energy Center richiesto dal Politecnico e la ricollocazione di alcuni uffici comunali, dei terminali delle autolinee, dell'area cani e dei chioschi presenti nell'area.


© RIPRODUZIONE RISERVATA