Città e Urbanistica

Emilia Romagna, semplificate le pratiche per la ricostruzione

Ilaria Vesentini

Il commissario delegato Vasco Errani firma quattro nuove ordinanze per accelerare l'iter delle richieste: una per le imprese, tre per le abitazioni private

«Chiamatela pure burocrazia, ma io posso muovermi solo attraverso ordinanze e tutti i cambiamenti fatti, da fine maggio a oggi, sono risposte a esigenze del territorio». Con queste parole il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha introdotto ieri la nuova ordinanza per la ricostruzione delle imprese e le altre tre per le abitazioni private, che da oggi portano a 14 il totale dei provvedimenti post sisma firmati nel 2013 in quanto commissario delegato, dopo i 95 atti dello scorso anno.

Un'ordinanza, la nuova 57, che fa proprie le due principali richieste avanzate dalle imprese nei giorni scorsi (si veda Il Sole 24 Ore del 12 febbraio scorso), dopo aver ottenuto la copertura al 100% delle spese di ricostruzione: lo spacchettamento della domanda Sfinge e la diluizione degli stati avanzamenti lavori. Entrambe richieste finalizzate a velocizzare i tempi di incasso dei contributi pubblici, di fronte all'evidente complessità dell'iter e alla latitanza di pratiche. «Le risorse ci sono, 6 miliardi in conto capitale, cittadini e imprenditori terremotati intanto possono stare tranquilli», non si stanca di ripetere Errani aggiungendo che se i 6 miliardi non dovessero bastare a coprire il 100% delle spese per prime case e imprese (peraltro, quelle assicurate sono più del previsto), «lo Stato dovrà trovare altre disponibilità. Parole che potete scolpire nella roccia».

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L'ultimo aggiornamento di ieri mattina delle pratiche Sfinge arrivate in regione parla di 25 domande per 11,4 milioni di euro e di altre 1.288 procedure Mude avviate o in fase di verifica (tra case private e attività artigianali o commerciali) di cui 160 già tradotte in cambiali pronte all'incasso, per un totale di 6,2 milioni . «Il meccanismo sta progressivamente ingranando», assicura il commissario, ottimista sul fatto che le nuove previsioni normative per le attività produttive sbloccheranno l'impasse. A partire dal cosiddetto "spacchettamento" della Sfinge: non più una sola pratica contenente tutte le tipologie di danni, calcoli, perizie, bensì una domanda per ogni sito produttivo danneggiato e la possibilità, per ogni stabilimento, di scorporare l'istanza per l'immobile da quella per gli impianti, i macchinari e le scorte. «Per i casi più complessi si potranno prevedere ulteriori deroghe con l'autorizzazione del Sii, il soggetto incaricato dell'istruttoria», precisa l'assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, ricordando l'altra novità, quella sugli stati avanzamenti lavori. Se prima l'ordinanza 57 imponeva un limite del 40% del costo totale ammesso per presentarsi in banca e chiedere il pagamento della fattura (con danno anche dei professionisti costretti ad aspettare quel momento per incassare), ora gli stati avanzamento lavori salgono a quattro con una soglia minima del 20% sotto il milione di euro e del 10% sopra il milione.

La squadra di Errani non nega le difficoltà delle imprese nel cratere, «molte ancora non sanno se ricostruiranno – ammette Muzzarelli – ma anche l'ultima misura approvata, per il rinvio al 30 settembre dell'approvazione del bilancio 2012 e dunque dell'eventuale ricapitalizzazione, va nella direzione di dare ossigeno agli imprenditori. E se servirà siamo pronti a intervenire di nuovo anche sulle dilazioni fiscali»


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