Città e Urbanistica

Antimafia a Pompei, debutta il controllo sui flussi finanziari - Il testo

Alessandro Arona

Parte il progetto «Capaci» per la verifica su tutte le imprese della filiera. Fillea-Cgil: «Ma intanto partiamo con maxi-ribassi»

La Fillea Cgil della Campania denuncia maxi-ribassi del 33 e del 52% in due delle prime gare del Progetto Pompei per ilrestauro del sito archeologico. Ma proprio in questi giorni è stato firmato un protocollo di intesa tra Abi, pubbliche amministazioni coinvolte e Consorzio Cbi che rafforza i protocolli di legalità antimafia proprio per gli appalti del Progetto Pompei, grazie al debutto del nuovo sistema di controllo dei flussi finanziari di pagamenti e incassi tra tutte le imprese della filiera coinvolte nei lavori.

I MAXI RIBASSI
«I primi due lotti - denuncia Fillea - sono stati affidati con ribassi che arrivano fino al 50%». Le due gare per il restauro della Casa del criptoportico e la Casa dei dioscuri sono state aggiudicate «la prima a 305mila euro, a fronte di una base d'asta per i lavori di 456mila euro, e la seconda a 685mila euro, a fronte di una base d'asta per i lavori di 1.430mila euro. Stiamo parlando di ribassi del 33% e del 52%!».
Alla luce di questo per la Fillea «appare ancor più stridente il contrasto di immagini dell'inaugurazione del cantiere del 6 febbraio, con fuori i cancelli i lavoratori a chiedere alle istituzioni di tradurre le grandi promesse di legalit in opportunit di lavoro vere ed in un restauro di qualit di questo straordinario sito archeologico, e dall'altra il film di un taglio di nastro di un'opera pubblica affidata con un appaltato al 50% di ribasso» una modalità che per il sindacato «cozza con i principi di qualit e trasparenza che dovrebbero invece caratterizzare gli appalti pubblici».

IL PROTOCOLLO ANTIMAFIA
Prevenire le infiltrazioni criminali negli appalti legati al 'progetto Pompeì è l'obiettivo del protocollo (clicca qui per scaricare il testo) , coordinato dal prefetto Bruno Frattasi. Alle misure tipiche dei protocolli della legalità si sono infatti aggiunti accorgimenti che rendono ancora più difficile la penetrazione criminale: dalla certificazione antimafia estesa a tutta la filiera delle imprese (comprese le ditte fornitrici) ad una Banca dati con l'anagrafe degli operatori economici ed i dati relativi all'impresa, e infine la tracciabilità di tutti i flussi finanziari grazie al nuovo sietam Abi chiamato «Capaci».
Il protocollo d'intesa è stato siglato da Abi,consorzio Cbi e amministrazioni pubbliche impegnate nel progetto e tese ad avviare un monitoraggio finanziario degli appalti su lavori, servizi e forniture nell'area archeologica della cittadina campana. L'intesa è stata firmata anche dal ministero dell'Interno, dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. L'obiettivo è prevenire e contrastare qualsiasi tentativo di
infiltrazione della criminalità, in vista dell'imminente avvio dei lavori con una prima tranche da 6 milioni che prevede il restauro di 5 domus con misure per la conservazione del sito e per il contrasto del rischio idrogeologico. Temi sui quali si sono soffermati anche il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il governatore campano Stefano Caldoro che hanno parlato di una sfida da vincere per tutta la comunità campana.
Secondo quanto previsto dall'accordo, le amministrazioni pubbliche coinvolte nel piano di interventi e il settore bancario si impegnano a rafforzare il dialogo e la collaborazione reciproca per avviare un efficace monitoraggio degli appalti sui lavori, i servizi e le forniture del Progetto
Pompei, anche attraverso la tracciabilità di tutti i flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.
Come stabilito dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, le caratteristiche di questo sistema di monitoraggio saranno quelle definite dal progetto
Capaci (Creation of Automated Procedures Against Criminal Infiltration in public contracts
), nato nel 2011 proprio per impedire l'infiltrazione di capitali di origine illecita all'interno di procedure di affidamento e di realizzazione delle opere d'interesse nazionale. Il monitoraggio finanziario sarà realizzato attraverso il Servizio di Nodo del Consorzio Cbi, consorzio che riunisce oltre 700 banche e Poste Italiane in un'unica infrastruttura tecnologica grazie alla quale, già oggi, le pubbliche amministrazioni possono dialogare con l'intero settore finanziario.
Il piano di riqualificazione e tutte le opere previste dal progetto dovrebbero essere completate entro la fine del 2015.


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