Città e Urbanistica

Nel mirino di Ciaccia ci sono 4,5 miliardi di risorse a fondo perduto (in attesa della nuova programmazione dei fondi 2014-2020)

Massimo Frontera

La partita dei fondi per il Piano città si gioca soprattutto tra Bruxelles e le amministrazioni Regionali. L'indicazione emerge chiaramente dalla mappa dei finanziamenti che potrebbero essere convogliati sul piano città.

La ricognizione è stata effettuata dall'Anci, e condotta in parallelo alla "preistruttoria" dei 430 progetti inviati al ministero. Obiettivo: verificare le poste di bilancio compatibili con i progetti per cercare di fare incontrare la domanda di risorse con l'"offerta". L'esito è stato positivo, a patto però di tener conto di alcuni importanti "distinguo" che aiutano a leggere i numeri.

La prima importante distinzione da segnalare è quella tra finanziamenti a fondo perduto e altre forme di prestito. A fronte di un totale di quasi 8,1 miliardi le risorse pubbliche a fondo perduto sono 4,5 miliardi (guarda la tabella a questo link ). Il capitolo principale è quello dei fondi strutturali europei 2007-2013, che ancora restano disponibili, si tratta di 2,6 miliardi di Fondi Fesr ancora da assegnare. Questa cifra però include, nell'ambito dei programmi Por, sia somme utilizzabili nell'ambito della riqualificazione urbana, sia somme che potrebbero essere destinate alla riqualificazione urbana. Nel primo caso, spiegano alcuni tecnici esperti di programmai comunitari, è relativamente facile destinare le somme ai progetti del piano città, ma nel secondo caso, lo "spostamento" a favore dei programmi di politiche urbane comporta un più lungo percorso che passa per un negoziato con Bruxelles. In entrambi i casi, resta comunque necessario l'impegno del governo nazionale.
Poi ci sono 900 milioni di fondi Fas. Anche in questo caso si tratta di una posta di bilancio residua rispetto a somme già ampiamente assegnate alle regioni con finanziamenti deliberati dal Cipe. Il residuo di 900 milioni si concentra prevalentemente su alcune regioni del sud.

Ma qual è la quota di questi fondi europei che può essere concretamente dirottata sul piano città? La sintesi dell'Anci non offre una ulteriore messa a fuoco. Tuttavia l'Ance (Associazione dei costruttori), che ha recentemente condotto un analogo monitoraggio ha una sua idea: «Secondo le nostre stime – ha detto il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti lo scorso 21 novembre nell'iniziativa dedicata proprio al tema – almeno 2 miliardi di euro di fondi strutturali europei e Fas dell'attuale periodo (2007-2013) potrebbero essere destinati al Piano Città». Va ricordato che questi fondi europei non sono nella disponibilità decisionale del ministero delle Infrastrutture ma passano invece per Bruxelles (oltre che per gli uffici del ministero della Coesione Territoriale, guidato da Fabrizio Barca) e, soprattutto, per l'intesa con le Regioni.

Gli altri capitoli di Bilancio sono quelli dei "Poin" cioè dei programmi attrattori culturali, naturali e turismo, quantificati in 500 milioni, oltre ai fondi del ministero dell'Ambiente per interventi a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili nell'ambito dell'efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o a uso pubblico (312). Ci sono poi i 224 fondi del Mit.

Nello schema dell'Anci manca invece – perché ancora il numero non è disponibile – la quota di risorse su cui si giocherà la vera partita in futuro, e cioè i fondi 2014-2020, in fase di programmazione e discussione e con Bruxelles.


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