Città e Urbanistica

Piano città, dare priorità ai cantieri immediati. Poi trovare altri fondi nella "fase 2"

Giorgio Santilli

Sono finalmente noti i dati sui progetti presentati dai Comuni per il piano città (clicca qui ). La fotografia scattata dall'Anci, che Il Sole 24 Ore anticipa nell'articolo di apertura di questa pagina, consente di fare alcune considerazioni. La prima considerazione è che il piano voluto dal viceministro Ciaccia è stato, a suo modo, un successo: 430 progetti costituiscono un parco progettuale destinato a restare oltre il destino di questa prima puntata del piano città. I 224 milioni disponibili oggi finanzieranno forse venti o trenta progetti, ma gli altri progetti saranno candidabili da subito ad altre risorse pubbliche. Erano dieci anni che non s facevano più operazioni di questo tipo perché erano dieci anni che non si parlava di città.
Succederà - speriamo con meno errori di percorso - quello che successe nel 2001 con la legge obiettivo sulle grandi opere. A undici anni da quel piano, nonostante abbiamo detto molte volte come quell'elenco fosse eccessivo rispetto alle risorse in campo, il quadro programmatico è rimasto sostanzialmente stabile. Sapere quali sono tutte le opere in campo è utile, ammesso che si faccia qui quel che non si fece allora: classificare i progetti in base alla priorità.
Le priorità, appunto. Non nascondiamoci dietro un dito: la priorità di oggi, assoluta e senza concorrenti, è la cantierabilità: si premino i progetti in grado di partire subito e si fissi un termine, superato il quale senza l'apertura del cantiere, il finanziamento sia ritirato.
La prima fase del piano città deve partire subito e distribuire subito le risorse disponibili. Si può inoltre avviare subito una seconda fase e qui ha ragione il presidente dell'Anci: destinare ai progetti del piano i fondi Ue non spesi. Anche qui la cantierabilità è decisiva per il recupero di fondi 2006-2013 mentre per la nuova programmazione si può comunque mettere la città al centro, dando al piano l'orizzonte lungo che merita.


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