Città e Urbanistica

Piano città, Crocco (Mit): «Travolti dalle 430 domande, ma entro l'anno l'ok ai finanziamenti»

Alessandro Arona

Il presidente della Cabina di regia: stiamo lavorando a tappe forzate per esaminare e scegliere i progetti entro dicembre

L'Associazione dei comuni italiani (Anci), a cui il decreto Ciaccia del 3 agosto assegna il ruolo di primo "esaminatore" dei progetti del Piano città (si veda «Il Sole 24 Ore» di sabato scorso), ha terminato il 19 novembre il lavoro di "classificazione", girando tutte le carte al Ministero delle Infrastrutture (Mit).
Le 430 candidature inviate dai Comuni il 5 ottobre (per 1.000-1.500 progetti e una richiesta di fondi stimabile in almeno 6-7 miliardi di euro, rispetto a finanziamenti diretti che si fermano a 224 milioni) hanno senza dubbio costretto Anci e Mit a rivedere le ottimistiche previsioni di un esame rapido delle proposte. Ma al Ministero restano convinti che, pur dovendo pagare lo scotto di qualche mese in più di lavoro, ora grazie al Piano città c'è sul tavolo un ricco parco progetti per la riqualificazione urbana, che permetterà di coordinare e spendere molto più velocemente risorse statali e di Cassa Depositi e prestiti (CdP) per oltre due miliardi di euro.
«Il Mit – spiega il capo dipartimento Domenico Crocco, che è anche presidente della Cabina di regia – ha già avuto in "anteprima", in questi giorni, 131 schede dall'Anci, e comunque stiamo facendo di tutto per accelerare, vorremmo riuscire a fare l'istruttoria tecnica, come Mit, e poi assegnare i finanziamenti nella Cabina di regia entro la fine dell'anno. La maggioranza delle proposte prevede la cantierabilità nel 2013, e la Cabina darà priorità a questi progetti, insieme alla capacità degli stessi di stimolare il maggior volume di investimenti».
Certo non sono i «cantieri entro ottobre» di cui il vice-ministro Mario Ciaccia aveva parlato nell'intervista al «Sole 24 Ore» del 14 agosto, ma d'altra parte al Ministero delle Infrastrutture e all'Anci ammettono di essere stati travolti, alla scadenza del 5 ottobre, da una mole di progetti che non si aspettavano.
«A luglio – spiega Crocco – le autocandidature erano 58. Potevamo aspettarci 100 proposte, ma non 425! Comunque ci siamo rimboccati subito le maniche: l'Anci ha potenziato la sua squadra (40-45 persone della fondazione Anci "Patrimonio Comune", ndr), e stanno facendo un ottimo lavoro di classificazione; e noi come Mit abbiamo in piedi una squadra speciale di 25 tecnici di varie direzioni per fare l'istruttoria».
«Non è una sventura – incalza Crocco – aver ricevuto così tante domande, perché grazie a queste abbiamo ora, per la prima volta, una mappa completa dei progetti di riqualificazione urbana in Italia. Ora spetta a noi non sprecarli. Come? Stiamo facendo di tutto – aggiunge – per convogliare il massimo di risorse su questi progetti. Non è vero che ci sono solo 224 milioni! C'è una grande disponbilità del Fondo Fia (social housing, gestito da Cassa Depositi, ndr) a dare risposte ai Comuni (ovviamente quando c'è una proposta nei progetti inviati); ci sono i fondi del Ministero dell'Ambiente per l'efficientamento energetico degli edifici, i fondi per l'edilizia scolastica, i fondi del Ministro Gnudi per gli impianti sportivi, i Fondi coesione (ex Fas) del Ministro Barca. In Cabina di regia c'è l'impegno di tutti a fare questo lavoro di coordinamento. Si potrebbero anche utilizzare i progetti delle città per accelerare la spesa dei fondi Ue 2007-2013».
«Naturalmente – prosegue Crocco – non potremo comunque finanziare tutti. Ma vogliamo guardare anche a una seconda fase. Abbiamo in programma una grande mostra all'Eire di Milano (4-6 giugno 2013) su tutti i progetti inviati dai Comuni, e allestiremo anche un sito internet con tutti i documenti: l'obiettivo è convincere anche soggetti privati internazionali a investire nelle nostre città. C'è poi la partita dei fondi europei 2014-2020: dovrebbero essere 2,5 miliardi per le aree urbane in Italia, il Piano città ci consente di arrivare pronti a quell'appuntamento».


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