Città e Urbanistica

«Riutilizziamo l'Italia»: il Wwf censisce 250 siti abbandonati da recuperare

Edifici abbandonati e pericolanti, terreni incolti, scavi ed ex cantieri che rischiano di trasformarsi in discariche. Sono le aree oggetto, secondo le previsioni urbanistiche, di progetti di nuove case, infrastrutture, centri commerciali, mentre i cittadini e le associazioni chiedono di destinarle a utilizzi sociali e ambientali. È questa la fotografia scattata dal Wwf Italia grazie alle circa 250 segnalazioni raccolte nell'ambito della campagna ''RiutilizziAmo l'Italia'' presentata a Urbanpromo, in corso a Bologna.

La campagna chiede a cittadini ed esperti (urbanisti, architetti, geologi, studenti universitari) di segnalare entro il 30 novembre le aree dismesse o degradate indicando anche proposte di riqualificazione e punta a individuare alternative concrete alla nuova edificazione. «Il Wwf Italia ha infatti stimato che in assenza di interventi correttivi, il consumo di suolo nei prossimi 20 anni in Italia sara' di oltre 75 ettari al giorno - spiega Stefano Leoni, presidente Wwf Italia - Gia' oggi nel nostro Paese non si puo' tracciare un diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano».

A un mese dalla scadenza del termine per le segnalazioni, delle circa 250 segnalazioni ricevute ben il 65% riguarda aree edificate abbandonate (191 siti), il 10% terreni incolti degradati, l'8% terreni incolti in evoluzione (dove si assiste a fenomeni spontanei di rinaturalizzazione), 7% ex-cantieri, 5% aree di scavo. Edifici inutilizzati e "scheletri di cemento" non solo costituiscono la componente piu' impattante sul territorio italiano ma sono anche «portatori sani» del principale fattore di rischio individuato dal database Wwf sotto la voce «Strutture abbandonate pericolanti»: un pericolo che riguarda il 36% delle aree censite, seguito da discariche e depositi (21%) e inquinamento del suolo (12%.). E se per le previsioni urbanistiche verificate la destinazione d'uso più gettonata è «l'espansione edilizia», la vocazione che cittadini e associazioni vorrebbero invece per il proprio territorio è decisamente green: il 42% chiede il riutilizzo di aree già edificate per evitare nuovo consumo di suolo, il 54% indica soluzioni di rinaturalizzazione o agricole (22% come verde urbano, 19% rete ecologica, 7% orti urbani e sociali, 6% agricoltura) e per il 4% altre soluzioni.

Riguardo alla distribuzione geografica delle aree segnalate, il 53% proviene da Sud e Isole, il 28% dal Nord e il 19% dal Centro. A rispondere all'appello, soprattutto associazioni e comitati locali, da cui proviene il 60% delle segnalazioni, a cui si aggiungono, per il 34%, i singoli cittadini, mentre per il 6% non viene specificata la provenienza.


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