Città e Urbanistica

Bologna, ricorsi all'ex Navile, problemi per il piano città

Non c'é pace per il maxi-progetto di edilizia popolare dell'ex mercato di via Fioravanti. Perché
quello che il comune di Bologna aveva cercato di evitare in ogni modo è accaduto: il consorzio Cme, vincitore della prima gara di assegnazione dei lavori, con istanza del 19 ottobre ha presentato ricorso al tar dell'Emilia-Romagna contro l'azzeramento della gara deciso a luglio dall'amministrazione cittadina. Una mossa che mette in crisi i piani di palazzo d'accursio, che proprio sull'area del Navile ha presentato un progetto nell'ambito del piano città: se dall'istruttoria dovesse emergere che l'area è oggetto di contenzioso, il comune rischia di veder sfumare
l'opportunità di partecipare al bando ministeriale di riqualificazione urbana. Per questo, é in corso un lavoro di moral suasion nei confronti del consorzio Cme (che, peraltro, ad agosto si é aggiudicato i lavori di restyling del cortile di palazzo d'accursio) per arrivare al ritiro del ricorso.
Del resto, si tratta di una vicenda tormentata, iniziata da subito a suon di carta bollata. Tutto comincia nel 2008, quando Cme si aggiudica il bando pubblicato dal comune di Bologna
nell'ambito del piano per la costruzione di 3.000 Alloggi pubblici della regione. L'esito della procedura di aggiudidicazione fu impugnato dall'azienda seconda classificata, la Cir di Ferrara, che non ottenne subito la sospensiva ma due anni più tardi, nel febbraio 2009, vide il proprio ricorso accolto dal Tar, che annullò il bando e la gara, riscontrando numerose irregolarità. Tre mesi dopo, le due aziende stipularono un accordo dal notaio.

In virtù dell'accordo raggiunto, Cir usufruiva dell'appalto subentrando (al posto di altre due
aziende) nell'associazione temporanea d'impresa creata dalla Cme, la quale in cambio rinunciava all'appello di fronte al Consiglio di Stato. I lavori, però, non sono partiti ugualmente, tanto che la Regione lo scorso anno ha ritirato i fondi per il progetto per inadempienze. E qui arriva il secondo ricorso al tar, questa volta contro la decisione di viale aldo moro, ricorso, peraltro, ancora pendente. Nel frattempo, però, anche il comune ha fatto i suoi passi: costretto a sostenere oneri di urbanizzazione che sarebbero stati a carico del consorzio, a luglio ha annullato il bando con la speranza che cme e cir non facessero ricorso.
Speranza vana, perché il 19 ottobre é stata presentata l'ennesima istanza nella storia del progetto di edilizia popolare dell'ex mercato di via fioravanti.
Intanto, l'assemblea regionale proprio ieri ha dato il via libera allo stanziamento di 10 milioni di euro a favore del comune di bologna per la promozione di iniziative di edilizia
sociale nell'area in oggetto (sì compatto del centrosinistra, astenuti pdl, lega nord e m5s). Il contributo é oggetto di un protocollo che prevede la sottoscrizione entro sei mesi di un
accordo attuativo. «Non facciamo accordi privati- ribatte l'assessore allo sviluppo economico, Giancarlo Muzzarelli alle obiezioni dei grillini- e seguiamo sempre le scelte di legge.
Siamo la Regione Emilia-Romagna e siamo abituati a fare le cose perbene. Stiamo lanciando una nuova fase di collaborazione positiva per rispondere ai bisogni primari dei cittadini, come la
casa: é accaduto per Bologna e accadrà con tutte le altre città».


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