Città e Urbanistica

In 11 anni abbattuto solo l'11% degli edifici abusivi accertati

Le ordinanze di demolizione per abusi edilizi emesse in Italia dal 2000 al 2011 sono ben 46.760, mentre solo 4.956 sono state le ordinanze eseguite (il 10,6%). Il dato emerge dal Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente che ha monitorato la situazione di 72 città capoluogo di provincia su 104. La città che ha più immobili soggetti a ordinanza di abbattimento è Napoli con 16.837 ordinanze e solo 710 abbattimenti eseguiti (il 4,2%).

Verona, Prato e Genova sono i Comuni che hanno registrato il maggiore numero di demolizioni. (Fonte: Abbatti l'abuso, campagna nazionale di Legambiente contro l'edilizia illegale, su un campione di 72 città capoluogo di Provincia). In senso opposto Reggio Calabria che, sempre nel periodo 2001-2011, su 2.989 ordinanze di abbattimento registra zero demolizioni effettuate.

Anche a Palermo sono zero le demolizioni effettuate su 1.943 ordinanze. Il sud Italia, dunque, è più colpito dal fenomeno dell'abusivismo ma con qualche differenza. Mentre nelle medie città del nord come Treviso, Trieste e le città toscane la tipologia di abuso riguarda l'ampliamento delle case, nel centro sud e nelle zone costiere, invece, le case vengono costruite ex novo. Le coste, dunque, sono il bersaglio preferito. Secondo gli studi del Cresme, dal 2003 (anno dell'ultimo condono edilizio) al 2011 sono sorti in Italia 258mila case abusive per un giro d'affari illegale (basato sui valori medi di mercato) di circa 18,3 miliardi di euro. A questa colata di cemento illegale va aggiunto il vecchio abusivismo, quello costruito prima del 2003, ma insanabile.


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