Città e Urbanistica

Social housing, costruzioni green e autonomia energetica, ecco gli obiettivi delle grandi trasformazioni europee

M.Fr.

Mentre in Italia tiene ora banco il Piano città - le cui 425 proposte inviate al ministero delle Infrastrutture attende la valutazione - le città d'Europa, grandi ma anche medie, hanno avviato da tempo una radicale trasformazione dei alcune grandi porzioni di città.

A Malmö, per esempio, terza città della Svezia, si sta concludendo la tarsformazione del quartiere Västra Hamnen, un tempo area portuale. A Nantes, nel nordovest della Francia, una partnership pubblico-privata sta trasformando un'area di 355 ettari, con il contributo fondamentale della Cassa depositi e prestiti francesi. Anche il quartiere Vesterbro, a Copenhagen, è stato oggetto di una riqualificazione urbana, promossa dal pubblico ma attuata con investimenti privati. E così pure nel quartiere di Leidsche Rijn a Utrecht, in Olanda, uno dei più grandi programmi di edilizia residenziale a costo moderato che siano mai stati avviati in Olanda. Pianificato nel 1994 e ancora in corso di realizzazione, per stralci. Certamente più noto il caso di Amburgo, dove nella vecchia area portuale in disuso lungo il fiume Elba, sta prendendo forma il nuovo quartiere Hafencity su un'estensione di 157 ettari nel centro della città. Il maxi-intervento include il recupero e la trasformazione funzionale degli edifici ex industriali che sono stati conservati.

Alla radicale rivisitazione di norme e regolamenti sulle trasformazioni urbane spingono le categorie imprenditoriali ma anche professionali: In prima fila ci sono gli architetti, che hanno da tempo proposto una via italiana alle riqualificazioni. «Abbiamo proposto di identificare e perimetrare alcune aree a grave rischio idrogeologico o sismico; e poi disegnare su queste delle "zone-zero" - riassume il presidente del Cna, Leopoldo Freyrie - un masterplan che abbia il compito di definirne esclusivamente le volumetrie e i profili, indipendentemente dalla pianificazione già approvata, lasciando che le uniche regole siano: il consumo del suolo a zero, la sicurezza sismica, la passivazione degli edifici, il ciclo dei rifiuti risolto alla fonte, una mobilità alternativa, il risparmio idrico, il rispetto dei vincoli monumentali».


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