Città e Urbanistica

Firenze semplifica le procedure: non serve più il permesso in sanatoria per sistemare i piccoli errori materiali

Silvia Pieraccini

Se all'atto della compravendita dell'immobile si riscontrano piccole diformità rispetto alla concessione edilizia, il notaio potrà comunque dare l'ok al rogito

Il muro della casa che si desidera vendere è stato costruito a dieci centimetri di distanza da quanto indicato sul progetto depositato in Comune, sulla base del quale è stata rilasciata la concessione edilizia? Finora, per poter effettuare la compravendita, era necessario chiedere (e pagare) al Comune la sanatoria, così da poter ottenere da un tecnico la cosiddetta "dichiarazione di conformità" dell'immobile, richiesta per l'atto notarile. E questo anche se, palesemente, l'incongruità era legata all'esecuzione dell'epoca, e magari all'utilizzo di strumenti di misurazione meno precisi di quelli che esistono oggi.
Adesso il Comune di Firenze apre una strada più semplice, destinata a essere seguita da altri enti locali (che stanno già chiedendo informazioni): con una delibera che modifica il regolamento edilizio proposta dall'assessore all'Urbanistica, Elisabetta Meucci, è stata "cancellata" la necessità di sanatoria in gran parte dei casi in cui l'errore "materiale" appare modesto: semplici modifiche interne o piccole variazioni della collocazione dell'edificio o dell'impaginazione dei prospetti (sempre relative a edifici per i quali sono stati rilasciati i titoli edilizi e i permessi di agibilità o abitabilità). Il notaio, all'atto del rogito, prenderà dunque atto che l'edificio corrisponde ai parametri indicati nella delibera comunale, che fissa limiti temporali per l'esclusione dalle sanzioni: il 1977 (entrata in vigore della legge 10/1977) per le varianti in corso d'opera assistite da licenze di abitabilità e uso; il 1986 per le modifiche interne ex art. 26 legge 47/85.
«Le richieste di sanatoria su immobili realizzati tra gli anni '50 e '70 erano aumentate parecchio negli ultimi anni – spiegano in Comune – soprattutto da quando, nel 2010, è entrata in vigore la norma che prevede l'attestazione di conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, norma che ha reso i tecnici più 'esigenti' e attenti nel fare i rilievi degli immobili con i moderni strumenti». Proprio da queste rilevazioni sono emerse con frequenza situazioni di fatto non perfettamente coincidenti con quelle indicate sui progetti allegati alla licenza edilizia, e si è fatta largo l'idea di semplificare.
Gli uffici comunali hanno così passato in rassegna le norme esistenti al tempo della costruzione dei vari edifici (fino al 1977, ad esempio, le varianti in corso d'opera a progetti di edifici già dotati di licenza edilizia non avevano bisogno di autorizzazioni), cercando il modo per evitare di sanzionare oggi una situazione che era legittima al tempo della sua realizzazione. «Anche se per il Comune questo provvedimento porterà minori introiti – spiega l'assessore Meucci – ci è sembrato che, nella gerarchia dei valori da tutelare, quello della semplificazione dovesse prevalere, con grande soddisfazione dei tecnici che aspettavano questo provvedimento a braccia aperte».
Ora, secondo l'assessore, potranno sbloccarsi molte compravendite di immobili, rallentate in attesa dell'esito degli accertamenti, con beneficio anche per il settore edilizio: «In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo – aggiunge Meucci - è particolarmente importante per le amministrazioni pubbliche rendere la vita più facile ai cittadini e alle imprese». «E che il tema della semplificazione sia sentito lo dimostra il fatto che molte amministrazioni di tutta Italia ci stanno chiedendo questa delibera». La stessa delibera, peraltro, modifica anche le modalità di calcolo delle sanzioni edilizie a seguito della sentenza del Tar Toscana dell'11 febbraio 2011, che ha sancito l'illegittimità della modalità di calcolo del valore venale precedente e attuale, basata sui valori minimo e massimo che risultato dalle tabelle ufficiali dell'Osservatorio mobiliare italiano (Omi), individuando nel valore medio quello da applicare di norma (per applicare i valori massimi serve espressa motivazione).


© RIPRODUZIONE RISERVATA