Città e Urbanistica

La Spezia punta su opere di sistemazione urbana e social housing. Obiettivo waterfront

Jada Ferrero

Hanno il colore del mare le aspirazioni di La Spezia in merito ai fondi del Piano Città. Oltre a Genova e Savona, anche il capoluogo ligure più orientale (oggi 95mila abitanti, erano 125mila al censimento '71) ha messo a punto una proposta di contratto di valorizzazione urbana (Cvu) da candidare a finanziamento (delibera di giunta n° 3109 del 4 ottobre). Sognando il ridisegno del waterfront, ambizioso progetto (250 milioni) in incubazione, l'esecutivo spezzino guidato da Massimo Federici ha intanto messo a fuoco un insieme di interventi "del valore di quasi 115 milioni - sintetizza Maurizio Savoncelli, assessore spezzino alla pianificazione territoriale, nella vita architetto - di cui poco più di 50 già disponibili, e circa 65 da reperire, di cui 58 da richiedere appunto come contributo a valere sui fondi del Piano città". Un "kit" inserito in un più ampio quadro di trasformazioni, già oggetto di programmi organici di intervento e di progettazioni urbane integrate.
La Spezia da tempo persegue la meta di ricucire porzioni urbane in nuovi assetti. Sono tre i macro-ambiti individuati come prioritari: il centrale, su cui si sono concentrate le idee della proposta di Cvu; un secondo che coincide con la parte storica, sviluppata sulla trama ottocentesca ortogonale nata con l'Arsenale Militare (ebbe 10mila addetti, ne ha meno di mille); il terzo, l'ambito periferico portuale, dove gli sforzi sono tesi ad armonizzare l'abbraccio città-mare, attraverso la riorganizzazione delle infrastrutture e la riconversione produttiva.
L'ambito centrale, a più alta concentrazione di interventi, tra l'altro i più cantierabili - profilo in linea con i criteri di accesso ai fondi - è così al centro della candidatura, che coinvolge una pluralità di soggetti pubblici e privati. Gli interventi sono raggruppati secondo tre direttrici: una che include le mosse propedeutiche al nuovo Waterfront e di riconversione di porzioni dismesse (nuovo Molo Crociere, lotti sud e nord dell'ex-Fitram, nuova sede Atc); una seconda, nel segno della riqualificazione ecologico-ambientale, con la realizzazione di un parco pubblico nell'area dell'ex-raffineria IP, la rigenerazione dell'area ex Malco (verde + parcheggio), il restyling di piazza Verdi, la rete fognaria nel quartiere Canaletto, interventi di efficientamento energetico di alcune scuole; una terza, imperniata sul residenziale, che vedrà sorgere quasi 300 nuove case. Essa include non solo gli interventi di social housing di Via Foscolo, già avviati da Arte (12 alloggi destinati a Ers con canone moderato), ma anche il social housing di piazza Baratta (88 alloggi più relativi servizi), cofinanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio della Spezia e aspirante al Fondo investimenti per l'abitare e, grazie a un accordo con la Marina, il social housing "Mardichi", con un intervento su due aree prospicienti via XV giugno: la prima, ex piazza d'Armi, destinata a diventare parcheggio di interscambio, l'altra imperniata sul riuso del dismesso compendio Mardichi (125 appartamenti e servizi integrativi), caserma abbandonata dopo la fine della leva obbligatoria.


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