Città e Urbanistica

Salerno, puzzle di interventi per rilanciare il centro storico. Napoli, tre opere per sostenere il progetto «Napoli Est»

Francesco Nariello

Quattro opere per portare avanti la rigenerazione del centro di Salerno. In parte con il coinvolgimento diretto di capitali privati e, per il resto, in grado di generare un indotto per l'economia locale. È questa la strada scelta dal comune campano per ottenere i fondi del "piano città", con la proposta inviata all'Anci che prevede lavori per oltre 20 milioni. Vale più del doppio, invece, il programma presentato dal Comune di Napoli, con la conferma dei tre progetti - già individuati a giugno - che si innestano nella riqualificazione del quadrante orientale della città.
Tra gli interventi proposti a Salerno, quello che punta ad attrarre in modo diretto risorse private - uno dei requisiti fissati dal piano città - è la costruzione di un parcheggio pubblico a supporto delle politiche di mobilità del centro. Il progetto, da realizzare in partenariato pubblico-privato, ha un costo di circa 3,3 milioni: di questi, un milione è la quota di finanziamento richiesta alla "cabina di regia", che serve ad attivare 2,3 milioni di investimenti privati. L'opera è cantierabile in 5-6 mesi - fanno sapere dagli uffici comunali - "e se non arrivassero i fondi bisognerà trovare altre coperture".
Il progetto principale di Salerno prevede il completamento dell'auditorium nell'ambito del complesso Umberto I, in parte iniziato con fondi comunitari (Piu Europa) e per il quale servono 10 milioni. A questo si affiancano la costruzione della "Porta unica di accesso" (3 milioni), una struttura per centralizzare i servizi sociosanitari, e il completamento della "lungo Irno" (4,2 milioni), strada a lunga percorrenza di connessione tra centro urbano e principali arterie cittadine. Si tratta di opere pubbliche che, spiega Raffaele Lupacchini, responsabile servizio studi e programmazione risorse comunitarie del Comune, "sono in linea con il piano città in quanto fanno parte di un programma organico di rigenerazione urbana e sono in grado di generare, a fronte dei 18 milioni chiesti, un indotto di circa 10 milioni sulle imprese locali e un impatto sull'economia cittadina di quasi 1,3 euro per ogni euro speso".
A Napoli, per accedere ai fondi messi a disposizione dal Governo, si punta invece sul quadrante Est, confermando i tre interventi, per un totale di 52 milioni, che si innestano - come tasselli di un puzzle - nell'ampio programma di riqualificazione urbana di un'area fortemente degradata (circa 2,5 milioni di mq, con circa 2,3 miliardi di investimenti privati) tra i quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli e Poggioreale. Si tratta, nel dettaglio, della riqualificazione della strada lungo il confine portuale e delle aree della Marinella (totale 17 milioni), della connessione tra il centro direzionale esistente e il suo completamento (15 milioni) e del restauro degli edifici di archeologia industriale ex Corradini a San Giovanni a Teduccio (20 milioni).


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